Albrecht Dürer e gli acquerelli dedicati alla Valle di Cembra

Sabato 7 e domenica 8 marzo, tra Segonzano e Cembra il convegno Artisti in viaggio tra Germania e Italia. Da Dürer a Canova/ Künstler auf Reisen zwischen Deutschland und Italien von Dürer bis zu Canova

«Ogni parte deve essere eseguita con la massima diligenza possibile nelle cose più piccole come nelle più grandi. Perciò osserva scrupolosamente la natura, attieniti ad essa e non allontanartene arbitrariamente».

Albrecht Dürer (Norimberga, 1471 – 1528) spiega in questi termini nel Diario il suo approccio estetico alla dimensione naturalistica. Un aspetto che sarà al centro di Artisti in viaggio tra Germania e Italia. Da Dürer a Canova/ Künstler auf Reisen zwischen Deutschland und Italien von Dürer bis zu Canova, il convegno di studi a cura di Roberto Pancheri che si svolgerà tra Segonzano e Cembra sabato 7 e domenica 8 marzo.

Si inizierà sabato alle 11 con la visita guidata al castello di Segonzano, mentre l’apertura del convegno è prevista alle 14.30 presso Palazzo Maffei, Sala conferenze della biblioteca.

“È impossibile quasi padroneggiare la bibliografia uscita negli ultimi cinquant'anni sul primo viaggio italiano di Dürer del 1494 – racconta Pancheri – anche per questo per il convegno abbiamo inteso creare un gruppo di lavoro credibile, non solo a livello locale. Non esiste unanimità di giudizio, ma una varietà di ipotesi e interpretazioni anche sulla cronologia del viaggio. Si dava, infatti, per scontato – prosegue - che fosse avvenuto nell’autunno del 1494, ora si avanzano anche ipotesi diverse. L’artista di Norimberga, appena ventitreenne, raggiunge l’Italia per aggiornarsi di quanto accade a Venezia, e nel nostro Paese in genere, perché avverte un forte gap formativo. Il richiamo viene esercitato da nomi quali Giovanni Bellini, Mantegna, Leonardo da Vinci e altri protagonisti che hanno dato una svolta nella rappresentazione della realtà”.

“Ciò significa anche ‘modernità’ – approfondisce Pancheri – perché un tempo non si viaggiava a scopo turistico. Era il viaggio del pellegrino, del mercante, del militare o dell'artista che si sposta per ragioni di committenza. Molto più rara l’evenienza di un artista giovane che viaggia per il desiderio di migliorare, di aggiornarsi. Ciò rientra in quanto noi chiamiamo ‘umanesimo’ o ‘rinascimento’”.

Nel corso del suo primo viaggio a Venezia, Dürer , forse per una piena dell’Adige, raggiunse Venezia attraverso la storica via Claudia Augusta. Dopo una probabile sosta al Klösterle, l’ospizio di San Floriano presso Egna, l’artista deviò lungo il sentiero per Pochi di Salorno. Superata la forra del rio Lauco salì al passo del Sauch, proseguì per il lago Santo, scese quindi a Cembra, raggiunse Faver, il Castello e le Piramidi di Segonzano.

Ed ecco attraverso queste coordinate delinearsi il "Sentiero del Dürer, Dürerweg" che congiunge la Bassa Atesina alla valle di Cembra.

È in questo tragitto che il pittore dedica tre acquerelli alla valle di Cembra: Paesaggio alpino con al centro il dosso di Segonzano, in alto a destra le Piramidi, a sinistra si riconoscono le pendici dei monti di Sover e sullo sfondo le montagne di Fiemme; Castello alpino che offre un’evocativa immagine del Castello di Segonzano a fine Quattrocento. Il più noto degli acquerelli, però, rimane Castello in rovina sulla rupe in cui natura e picchi scoscesi del maniero sembrano fare a gara per inerpicarsi e raggiungere, infine, l’equilibrio.

Tre le sessioni del convegno: Dürer e il suo tempo; Artisti in viaggio attraverso le Alpi; dal XV al XIX secolo, Altri percorsi.

“Non conosciamo altro luogo in Europa che possa vantare ben sette acquerelli così antichi e sicuramente ambientati sul posto come quelli dipinti da Dürer in Trentino, e tre di questi sono dedicati alla valle di Cembra. Ecco perché, vent’anni dopo il convegno di Arco, ci sembra importante tenere il convegno proprio in Valle di Cembra – conclude Pancheri.

redazione

27/02/2015