Lady Grey (con le luci che si abbassano sempre di più)

Teatro

Futuro Presente
La creatività possibile. Il cinema

Produzione BAM Teatro e Pierfrancesco PIsani
Lady Grey (con le luci che si abbassano sempre di più)
di Will Eno
Traduzione di Elena Battista
Regia di Isabella Ragonese e Silvio Peroni
Con Isabella Ragonese

Acuta riflessione sull’identità femminile, Lady Grey è un monologo che raccoglie i pensieri di una ragazza alla ricerca dell’energia selvaggia e profonda della vita. È il racconto di una giovane donna un po’ nervosa che sperimenta un’esistenza a singhiozzi e priva di troppe certezze. Nel corso del racconto viene lentamente a galla la storia di Sabrina, una bambina che deve portare a scuola un oggetto e raccontare cosa rappresenta per lei. L’effetto è drammatico. La bimba porta se stessa, il suo corpo, in una denuncia di pretesa d’esistere che s’intreccia con l’impossibilità di vivere e amare della protagonista, alla costante ricerca di un personaggio che ne incarni le delusioni e le incertezze. Lady Grey è un’immersione nel linguaggio, un gioco al massacro pervaso di umorismo in cui il corpo sacrificale è la parola incarnata dall’attore, in questo caso una grande Isabella Ragonese, abito rosso, scarpe con tacco vertiginoso, un paio di occhiali che scrutano e ti squadrano come fanno certe maestre, come fanno i miopi. Ma la miopia qui è quella della vita, è l’impossibilità di mettere a fuoco, di trovare un senso all’esistenza, perché un senso non c’è. Un racconto spiazzante che toglie il fiato e interroga, una sfida col pubblico su un testo dove niente è per caso. L’autore della pièce, Will Eno, è uno dei maggiori drammaturghi d’oltreoceano. Finalista del Premio Pulitzer e premiato al Fringe di Edimburgo, è stato di recente definito dal New York Times “il Beckett del nuovo secolo”. La sua prosa densa è una sorta di “lista della spesa esistenziale”, fatta in egual misura d’amore, senso di perdita e umorismo sferzante. Isabella Ragonese, una delle più intense attrici del nuovo cinema italiano, torna al primo amore - il teatro - misurandosi col testo di Eno nella doppia veste di interprete e regista. È, il suo, un raffinatissimo gioco di seduzione, un continuo confronto col pubblico, portato a sperimentare i limiti del linguaggio e le (im)possibilità del racconto.


organizzazione: Associazione Incontri Internazionali di Rovereto