Le Muse orfane

Teatro

La Quarta Parete >>
Le Muse Orfane
di Michel Marc Bouchard
(Rappresentato in Italia dall’Agence Althèa / èditions Thèâtrales,Parigi)

Regia Dardana Berdyna
Con Dardana Berdyna, Hans Peter Gottardi, Manuela Bortolotti, Monica Cau
Scene e costumi Albert Dedja
Effetti sonori Christian Marchi - Luci Fabio Antoci - Audio Michele Tabarelli

Questo testo forte e complesso fa luce sul tema cruciale dell’emarginazione e della diversità. Una famiglia si scontra con i pregiudizi e la mentalità chiusa e perbenista della comunità di un villaggio del Canada meridionale.
Quattro fratelli; Catherine, Martine , Luc e Isabelle sono stati abbandonati da piccoli da una madre determinata a seguire il suo sogno d’amore. Al peso dell’abbandono si aggiunge per loro l’esclusione, l’emarginazione e ostilità inflitti da una società incapace di accettare qualsiasi forma di diversità. Le loro vite ne saranno per sempre condizionate. La madre, che non ce l’ha fatta a competere con questa mentalità ottusa, si è rassegnata, in silenzio, alle dure “leggi del clan” allontanandosi dai figli per togliere loro il peso della propria scomoda storia personale.
La vigilia di Pasqua i fratelli ormai adulti si ritrovano dopo tanti anni nella casa natale, nei luoghi dell’infanzia, quando tutto ormai è cambiato, o forse niente in realtà è cambiato. Questo incontro fa riemergere vecchi ricordi dei drammi vissuti che daranno vita a un confronto rovente. Ognuno racconta il disorientamento, la solitudine e il dolore per la perdita di affetti e punti di riferimento, e il tutto riemerge con una violenza emotiva che rispecchia ciò che loro hanno subito.
Bouchard scrive: «Sono stato costretto molto presto a prendere posizione nei confronti della società in cui vivevo e della sua mentalità ristretta, dove regnavano l’oppressione e il giudizio contro chiunque osasse affermare la propria
diversità e le proprie ambizioni a una vita diversa da quella del clan. Nelle Muse orfane, il personaggio della madre appartiene a questa tipologia di emarginati […]. Mi rendo conto che la mia scrittura vive una tensione costante tra i valori del vecchio e del nuovo mondo».
Alla fine della storia Isabelle, la sorella più giovane, decide di cambiare il percorso del proprio destino per ritrovare la felicità perduta. Sogna di creare una famiglia grande,unita e piena di affetto, con tanti figli; era il sogno di sua madre che ora si fa suo. La vigilia di Pasqua, il giorno della resurrezione diventa metafora della rinascita.

vento organizzato dal Servizio Cultura, turismo e politiche giovanili del Comune di Trento in collaborazione con la Compagnia La quarta parete

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organizzazione: Servizio Cultura e Turismo del Comune di Trento