Le Troiane

Teatro

Stagione di Prosa 2005/2006

Per i "Caffè del Teatro" il 21 novembre ore 17.00 presso la sala medioevale del Teatro Sociale si terrà l'incontro: Le Troiane: tragedia e nichilismo. Il tema della guerra da Euripide a Sartre

Teatro Arsenale - ScenAperta
Le Troiane
di Jean-Paul Sartre
adattamento da Le Troiane di Euripide
traduzione Paolo Bignamini
con Stefania Apuzzo, Ximena Ballesteros, Marino Campanaro,Patrizia D'Antona,
Maria Eugenia D'Aquino, Francesca Lolli, Riccardo Magherini, Annig Raimondi, Yumi Seto, Vladimir Todisco Grande
musiche originali Maurizio Pisati
scene e luci Fulvio Michelazzi
costumi Nir Lagziel
organizzazione Carlo Grassi e Teatro Arsenale
regia Annig Raimondi

Negli anni '60, in seguito ai fatti della guerra d'Algeria, Jean-Paul Sartre lavorò all'adattamento de "Le Troiane" di Euripide. Come aveva fatto per Le Mosche, Sartre riprendeva la trama di una tragedia antica, trasponendovi una realtà politica contemporanea...
Troia era il Terzo Mondo; il nemico era l'Europa.
Il coro delle Troiane diceva il dolore delle madri.
Allegorie, incantamenti lirici, questo grande oratorio sulla guerra e l'oppressione fu uno dei lavori teatrali militanti che svilupparono la grande voga del teatro popolare politico.
"Il tema dominante del mio lavoro", fece osservare Sartre, "è la condanna della guerra in generale, e delle spedizioni coloniali in particolare".
Gli orrori della guerra e l'inumano destino dei vinti dominano, nel dramma euripideo come in quello sartriano, inevitabilmente accompagnati dalla prepotenza e dalla crudeltà dei vincitori.
"Uomini d'Europa, voi massacrate l'Africa e l'Asia", dicono le donne prigioniere, "Barbari", insistono, "adesso sanno che sono morti per nulla". In questa tragedia vigorosa, pura e poetica, Sartre ha forse raggiunto una forma di espressione molto personale: d'altra parte, la frequentazione dei miti greci era cominciata per lui nella biblioteca del nonno, quando imparava appena a leggere. Partito dal mito con il suo primo lavoro teatrale "Le Mosche", ritornava al mito.

In occasione del centenario della nascita di Jean-Paul Sartre e all’interno del PROGETTO SARTRE anno III, il Teatro Arsenale, in collaborazione con ScenAperta, presenta l’ultima opera teatrale scritta dal filosofo francese: LE TROIANE, un adattamento che Sartre fece della tragedia di Euripide. L’opera verrà pubblicata con la traduzione di Paolo Bignamini, in occasione della messa in scena di Annig Raimondi al Teatro Arsenale.
La brutalità della guerra è un girone senza fine. Euripide, dopo avere scritto l'Ecuba, ritornò sull'argomento perchè, nella guerra peloponnesiaca, la ‘qualità’ dello scontro armato andava rapidamente deteriorandosi, mentre sentimenti come la pietà, il rispetto per i vinti o la moderazione erano pressoché scomparsi, sostituiti da una politica di terrore fatta di città rase al suolo e di massacri indiscriminati.
Negli anni ‘60, in seguito ai fatti della guerra d'Algeria (sono passati esattamente cinquant'anni dalla battaglia di Algeri), Jean-Paul Sartre lavorò all’adattamento de Le Troiane di Euripide.
Come aveva fatto per Le Mosche, Sartre riprendeva la trama di una tragedia antica, trasponendovi una realtà politica contemporanea. Troia era il Terzo Mondo, il nemico era l’Europa.
Il coro delle Troiane diceva il dolore delle madri.
Tra allegorie e incantamenti lirici, questo grande oratorio sulla guerra e l’oppressione fu uno dei lavori teatrali militanti che decretarono il successo del teatro popolare politico. “Il tema dominante del mio lavoro”, fece osservare Sartre, “è la condanna della guerra in generale e delle spedizioni coloniali in particolare”.
Gli orrori della guerra e l’inumano destino dei vinti dominano, nel dramma euripideo come in quello sartriano, inevitabilmente accompagnati dalla prepotenza e dalla crudeltà dei vincitori. “Uomini d’Europa, voi massacrate l’Africa e l’Asia”, dicono le donne prigioniere. “Barbari”, insistono, “adesso sanno che sono morti per nulla”.


organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara