Le armi della Repubblica. L'industria della difesa nel contesto nazionale tra prospettive di integrazione europea e istanze di pace

Convegno

Il tema della pace e della guerra scuote le società democratiche europee sotto la pressione di un decennio di conflitti; il nostro Paese è stato coinvolto in missioni in diverse parti del mondo, con responsabilità crescenti: dal Mozambico alla Somalia alla Bosnia, da Timor Est al Kosovo e alla Macedonia fino all'Afganistan ed all'Iraq.
Lo scenario dei nuovi conflitti chiama in causa l'integrazione europea, con la quale anche l'industria per la difesa è chiamata a misurarsi. I processi in corso spingono verso un'elevata interdipendenza tra le aziende di varie nazioni, come la Francia, la Germania, l'Italia, il Regno Unito, la Svezia e la Spagna, che hanno sottoscritto la «Lettera di Intenti» per regolare la possibile integrazione delle loro industrie degli armamenti, hanno mostrato di voler fare.
Considerato l'interesse per queste problematiche, il Museo della Guerra di Rovereto, in collaborazione con Mine Action Italy di Brescia e S.E. I. S.p.A. di Ghedi (BS) ha raccolto la disponibilità di studiosi di problemi economici, di aziende del settore della Difesa, di parlamentari, di giornalisti e di esponenti di movimenti di opinione ed ha promosso un Convegno dedicato al tema, allo scopo di favorire, nello spazio fisico di una sede culturale ricca di riferimenti simbolici, la circolazione di informazioni tra punti di vista diversi, invitati a dialogare ed a confrontarsi.

Il Museo Storico Italiano della Guerra (o.n.l.u.s.) di Rovereto è sorto nel 1921 come Museo dedicato al Primo conflitto mondiale e, successivamente, alle guerre del Novecento; raccoglie a fini espositivi e di studio documenti e materiali relativi a quei conflitti e considera i temi della guerra e della pace del nostro tempo tra gli ambiti della sua attività di ricerca.
L'associazione Mine Action Italy (M.A.I.) di Brescia si dedica ad iniziative umanitarie e ad attività formative e sollecita studi per lo sviluppo di nuovi mezzi e di metodologie nelle attività di sminamento e bonifica.
S.E.I. - Società Esplosivi Industriali S.p.A. di Ghedi (Brescia) - nell'ambito dei propri programmi di ricerca, ha awiato negli anni scorsi uno studio per la messa a punto di sistemi di sminamento umanitario.
In occasione di una mostra sulle mine antiuomo allestita a Rovereto nel 2000, il Museo della Guerra è entrato in un rapporto di collaborazione con M.A.I. e, tramite questa Associazione, con S.E.I. S.p.A. Da questo incontro è scaturita la decisione di M.A.I. e di S.E.I. S.p.A. di donare al Museo di Rovereto materiali operativamente e tecnologicamente obsoleti, nonché documentazione tecnica e d'archivio relativa al settore delle mine antiuomo, oggi messe al bando da Convenzioni internazionali recepite dalla legislazione italiana. Il Museo della Guerra e M.A.I. hanno inoltre deliberato la stipula di una convenzione nell'ambito della quale condurre attività in comune.

Venerdì 3 ottobre
Mattino
9.00 Camillo ZADRA, Provveditore del Museo della Guerra Presentazione dei lavori e comunicazioni logistiche
9.10 Alberto GEROSA Presidente del Museo della Guerra Apertura dei lavori
9.20 Interventi di saluto Presidente della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige Presidente della Provincia autonoma di Trento Sindaco di Rovereto
9.45 Riccardo SCARTEZZINI, presidenza della mattinata
10.00 Giuseppe CUCCHI, Nomisma Lotta al terrorismo e nuovi paradigmi geostrategici. Il ruolo della NATO e della Unione Europea
10.25 Nicola LABANCA, Università di Siena Guerre moderne e popolazione civile
10.50 Coffee break
11.10 Filippo ANDREATTA, Università di Parma Sicurezza collettiva ed istituzioni internazionali
11.35 Raniero LA VALLE, giornalista Sono le armi un bene commerciabile?
12.00 Interventi e dibattito
12.45 Gaetano Paolo AGNINI, presidente Mine Action Italy e Alberto GEROSA, presidente Museo della Guerra Presentazione della convenzione tra il Museo della Guerra di Rovereto e Mine Action Italv
13.00 Pausa pranzo
Pomeriggio
14.00 Giuseppe CUCCHI, presidenza del pomeriggio
14.10 Nicola BELLINI, Scuola Superiore S. Anna di Pisa L'innovazione tecnologica nell'industria quale strumento di sviluppo del sistema Paese
14.35 Luciano SEGRETO, Università di Firenze L'industria per la difesa nella storia d'Italia
15.00 Giovanni GASPARINI, Istituto Affari Internazionali L'industria italiana per la Difesa oggi, nel contesto europeo
15.25 Gaetano Paolo AGNINI, Mine Action Italy e Humanitàrian Demining Italian Group Alcuni progetti di riconversione. Situazione e prospettive
15.50 Coffee break
16.10 Paolo GHEZZI, direttore de «L'Adige», presiede la Tavola rotonda
16.25 Francesco TERRERI L'opinione pubblica italiana di fronte alla produzione ed al commercio delle armi
Interventi di Alfonso DESIDERIO, «Limes»; Roberto GENTILLI, «Panorama Difesa»; Alessandro POLITI, «ApBiscom»; Eugenio MELANDRI, «Senza frontiere»; Achille LODOVISI, «Guerra e pace»; Mauro CEREGHINI «Osservatorio sui Balcani»
18.00 Interventi e dibattito
19.00 Sospensione dei lavori

Sabato 4 ottobre
Mattino
9.00 Stefano SILVESTRI, Istituto Affari Internazionali, presidenza della mattinata
9.15 Michele NONES, Istituto Affari Internazionali L'industria europea della difesa: le sfide dell'integrazione e della collaborazione transatlantica
9.45 Rappresentante Ministero Difesa Cooperazione tra le industrie della difesa in ambito europeo
10.00 Ministro Ferdinando ZEZZA, Affari Esteri Riflessi della recente legislazione in materia di cooperazione tra industrie europee della difesa
10.15 Stefano SILVESTRI presiede la tavola rotonda Costruire un mercato unico europeo della difesa?
Interventi di Luigi RAMPONI, Presidente Comm. Difesa Camera; Bruno TABACCI, Presidente Comm. Attività Produttive Camera; Marco MINNITI, già Sottosegretario Difesa; Sergio MATTARELLA, già Ministro della Difesa; Giorgio ZAPPA, Presidente di ALENIA Spazio e di TELESPAZIO, Presidente e amministratore delegato di ALENIA Aeronautica; Giorgio BERETTA (UNIMONDO)
12.10 Interventi del pubblico e dibattito
13.00 Alberto GEROSA, Gaetano Paolo AGNINI, Oliver OBST Conclusioni dei lavori del Convegno


organizzazione: Museo Storico Italiano della Guerra