Le biblioteche vanno su, le torri vanno giù
Il dibattito sul futuro della città di Trento spesso si sofferma su quale sia il modo migliore per costruire la città alpina moderna: in altezza o in larghezza?
I pregiudizi di molti cittadini, di molti ambientalisti ma anche di molti professionisti vedono nella costruzione in altezza una sorta di reato contro l'ambiente e contro la buona urbanistica, dimenticando il notevole risparmio che questo modo di costruire ha in termini di "consumo di suolo".
Dall'altra, molti progettisti preferiscono confrontarsi con il paesaggio attraverso edifici alti, anche in un contesto delicato come quello montano.
Tutto questo produce delle profonde contraddizioni su cui vale la pena di discutere.
Per fare un esempio: in questi giorni, mentre il progetto di Vittorio Gregotti pensato nella periferia di Trento ha subìto un forte ridimensionamento delle sue cinque "torri", in pieno centro storico sta per essere costruita la Nuova Biblioteca di Ateneo, firmata da Mario Botta, che sarà più alta e più imponente del Duomo.
Ne parleranno:
Roberto Bortolotti (Libero professionista)
Alberto Salizzoni (Commissione urbanistica del Comune di Trento)
Claudio Lamanna (Università di Trento)
Con:
Paolo Biasioli (Vicesindaco e Assessore per le materie della Pianificazione urbana)
Coordinamento:
Alessandro Franceschini
Alessia Buratti.
organizzazione: CasaCittà - Laboratorio urbano di Trento