Le indagini archeologiche del sito di San Cassiano a Riva del Garda

Convegno

I mercoledì del S.A.S.S.

Relatore Cristina Bassi.
Promuovono Archeoclub d'Italia Sede di Trento, Soprintendenza per i Beni Archeologici P.A.T.

Nel territorio del comune di Riva del Garda il sito denominato topograficamente “San Cassiano” era già noto nella letteratura archeologica sia per la presenza un tempo di una chiesa, documentata dalle fonti storiche già a partire dal XII secolo e demolita nel corso del XVIII secolo a causa del suo grave stato di abbandono, sia per il rinvenimento di sepolture, iscrizioni funerarie ed altri manufatti risalenti all’epoca romana.
Per tale ragione, in concomitanza con le opere per la costruzione della variante alla strada provinciale n. 45 da parte del Servizio Opere Stradali della PAT, nell’estate 2004 in quest’area la Soprintendenza per i Beni Archeologici si è immediatamente attivata, inizialmente con operazioni di controllo di tutte le attività di sbancamento e movimento terra al fine di individuare eventuali presenze di reperti d’interesse archeologico. Una volta evidenziate queste ultime, si è proseguito con ricerche mirate.
Queste indagini, tuttora in corso (e in parte sostenute finanziariamente dal Servizio Opere stradali della Provincia e da Trentino Trasporti), si sono estese successivamente all’attiguo lotto destinato in un primo tempo alla costruzione del nuovo deposito per le autocorriere della società Trentino Trasporti, nonché su fondi di proprietà di singoli privati.
Le ricerche hanno inizialmente permesso di individuare i resti di articolate strutture murarie, successivamente riferite ad un edificio rustico di epoca romana (IV-V secolo d.C.), del quale è stata fino ad ora messa in luce la porzione relativa all’impianto produttivo e di servizio. Sono emerse inoltre le testimonianze murarie relative alla sopra citata chiesa, che evidenziano peraltro una serie di interventi edilizi che nel corso del tempo hanno modificato la sua forma architettonica, nonché importantissimi dati che ci permettono oggi di datare il nucleo più antico di questa costruzione al VI secolo d.C.
È stata inoltre messa in luce un’antica strada di epoca romana, realizzata in battuto di ghiaia e con andamento nord-ovest/sud-est, che delimitava a ovest l’area occupata dall’edificio rustico e in quello opposto, quindi verso est, un esteso campo cimiteriale utilizzato dal II secolo d.C. fino al V secolo d.C. Quest’ultimo risulta caratterizzato da una serie di strutture tombali di notevole prestigio ed in ottimo stato di conservazione.
In questo settore, nel quale sono documentati sia il rito della cremazione sia quello dell’inumazione, si è conservata anche una ricca testimonianza relativa ai riti post mortem nonché all’articolazione della necropoli stessa, che mantiene ancora evidenti tracce dei cippi funerari.
La notevole articolazione cronologica e tipologica dei resti archeologici fino a questo momento messi in luce, la loro notevole estensione planimetrica (circa 5mila metri quadrati) e il loro stato di conservazione imporranno, una volta ultimato l’intervento, il loro mantenimento in situ e l’opportunità di una successiva valorizzazione dell’area nel suo insieme.


organizzazione: Provincia Autonoma di Trento Soprintendenza per i Beni Archeologici - Archeoclub d'Italia Sede di Trento