Le misanthrope
La Stagione
Compagnia di Prosa Mariano Rigillo
Le misanthrope
di Moliere
regia di Roberto Guicciardini
con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini
Il Misantropo, classico del teatro di tutti i tempi di Molière, verrà proposto da un grande interprete come Mariano Rigillo. E stata definita una commedia che è una tragedia, infatti il misantropo è ridicolo perché prende maledettamente sul serio la vita, le cose, la società, il potere. Il regista Guicciardini vuole conferire un ritmo serrato ed appassionato agli avvenimenti, in un ambientazione moderna, conservando i caratteri della comicità impressi da Molière ad un personaggio che sfiora però labisso della disperazione.
Il misantropo è uno straordinario ritratto del Seicento pre-illuminista, con i suoi dubbi sulleticità dellesistenza e la sua precisa volontà di rifondare la realtà. Alceste, il duro e puro in perenne lotta con lipocrisia e i vizi del secolo in cui vive, rappresenta la lacerazione profonda di unepoca che vede opporsi, in uno iato insanabile, letica da una parte e le ragioni della socialità dallaltra. Ma il sogno di assoluto di Alceste, che crede fermamente nellonestà dellindividuo al di là delle apparenze e del conformismo, si scontra non solo con le ipocrisie di un mondo corrotto e imperfetto bensì con il conformismo civettuolo e molle delle cosiddette buone maniere.
Ecco allora che lamata Celimene, donna tanto bella quanto frivola, rappresenta per Alceste il punto di non ritorno tra la propria etica individuale e la mollezza di un secolo interamente votato allapparenza e alla sterile civetteria. Vertice assoluto della scrittura molieriana, Il misantropo rappresentato nel 1666 con scarso successo pone allo spettatore delle domande fondamentali sulle ragioni del comportamento umano e lascia aperto il giudizio sullintransigenza quasi metafisica di Alceste, sul quale lAutore pare non esprimere alcuna riflessione morale. Salvo, forse, lasciar trasparire una angosciosa disperazione. Ed è da questa strisciante ma acuta disperazione che parte Roberto Guicciardini per rileggere il capolavoro molieriano, accentuando la tensione morale in direzione di una profonda lacerante opposizione tra ragione e sentimento, etica e socialità. Senza intaccare la struttura del testo e il tema di fondo delloriginale, Guicciardini conferisce modernità alla commedia grazie non solo alla scenografia fortemente allusiva bensì alla scelta di restituire al personaggio di Alceste quella contemporaneità che fa di questo straordinario personaggio un emblema perfetto della difficoltà di conciliare le ragioni individuali con quelle che invece ci vengono richieste o imposte dalla società.
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara