Leonardo sì, Beethoven no

Musica

Cibo per la mente

JazzPrint
Leonardo sì, Beethoven no
Dissertazione eccentrica con poema sinfonico di Francesco Pisanu
Prima nazionale
Sergio Bonometti (Beethoven)
Annamaria Zaccaria (Monna Lisa)
Stefano Benedetti (scenografie virtuali)
Matteo Boato (bozzetti grafici)
Roberta Rigotto (vocals)
Jazzprint Orchestra
Danzamania (coreografie di Maria Pia di Mauro)
I Minipolifonici (Coro di voci bianche e ensemble vocale – dir. Annalia Nardelli)
Martino Consoli (dialoghi)
Francesco Pisanu (progetto, musica e parole)

Up to the moon
Poema sinfonico per 2 recitanti, vocalist, quintetto vocale, coro voci bianche, gruppo Jazz, quartetto d'archi, con interventi coreutici e scenografie virtuali

Lo spettacolo Leonardo vs Beethoven è diviso in 2 parti. La prima, che dà il titolo all'evento, consiste in una ironica dissertazione teorico-pratica (parlata e suonata da Francesco Pisanu) sui rapporti tra musica e cultura. La seconda è costituita dall'opera sinfonica-multimediale Up To the Moon. La dissertazione espone la tesi di fondo: la musica è parte integrante della cultura occidentale e come tale dovrebbe essere trattata nelle scuole. Invece - a differenza della storia dell'arte, della letteratura, della filosofia... - la storia della musica è completamente ignorata nella formazione classico-scientifica e relegata in scuole specifiche, per l'addestramento professionale dei musicisti. Questo gap formativo è un fenomeno solo
italiano. A un intellettuale formato scolasticamente in Italia (a differenza di un inglese o tedesco...) sfugge la consapevolezza culturale che il pensiero creativo occidentale è frutto di un'interazione continua tra musica, filosofia, teatro, arti letterarie, figurative e plastiche.
L'opera successiva UpTo the Moon applica artisticamente la tesi della lezione, combinando insieme linguaggi, stili e generi espressivi diversi. Consiste in una breve favola musicale in cui è rappresentato l'interazione
della musica col pensiero storico-artistico-creativo. I 2 personaggi recitanti, Monna Lisa e Beethoven, sono completamente de-contestualizzati e usati come simboli di 2 mondi intellettuali interconnessi: quello puramente musicale di Beethoven e quello culturale tout-court di Leonardo (che rappresenta la sintesi del pensiero pratico-speculativo-creativo: è scienziato, artista, letterato e filosofo...). L'azione drammaturgica si svolge attraverso brevi dialoghi tra i 2 personaggi che si intrecciano con i brani musicali, tra avvolgenti suggestioni videografiche e mirati interventi coreutici. La trama si dipana seguendo un percorso "a stanze". Ogni stanza rappresenta una classe di prodotti dell'ingegno: tecnologia, filosofia, poesia, psicologia, arte... e quindi la loro sintesi nella cultura. La musica (cioè Beethoven) accompagna l'evoluzione del pensiero creativo (che trova nella Gioconda la sua trasfigurazione scenica) attraverso un percorso espressivo in cui si esplica la centralità della musica come forza liberatoria dell'immaginazione, potenza catalizzatrice della nostra facoltà di sognare. Una facoltà fantastica che esalta la capacità di conoscere, interpretare e reinventare le cose.

La musica è un pilastro della cultura, ma a differenza di pittura, letteratura e filosofia, la sua storia è ignorata dalla scuola: un gap formativo solo italiano, che ignora come il pensiero creativo occidentale sia il frutto di un'interazione continua tra musica, filosofia, teatro, arti letterarie, figurative e plastiche.
Lo spettacolo, che sarà in scena giovedì 12 e venerdì 13 dicembre alle ore 21,00 al Teatro San Marco di Trento, mira a sensibilizzare su questa assurda deficienza della scuola italiana, che ci rende culturalmente inferiori in Europa.
Nella prima parte si propongono pillole di storia, con esempi suonati dal vivo e contributi grafici, in cui si evidenzia la costante sinergia tra la musica e le altre forme creative.
Seguirà l'opera sinfonica-multimediale Up To the Moon, in cui è rappresentata l'interazione della musica col pensiero storico-artistico-filosofico. Brevi dialoghi brillanti si intrecciano con brani musicali tra suggestioni videografiche e coreutiche. Beethoven guida Monna Lisa lungo un percorso narrativo in cui si esplica la centralità della musica come forza liberatoria dell'immaginazione, potenza catalizzatrice della nostra facoltà
di sognare. Una facoltà che esalta la capacità di conoscere, interpretare e reinventare le cose.
Lo spettacolo vede in scena due voci recitanti, una vocalist, una quintetto vocale, un coro voci bianche, un gruppo Jazz e un quartetto d'archi, con interventi coreutici e scenografie virtuali


organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara