Luis Trenker, Leni Riefenstal, Arnold Fanck; il Bergfilm e i suoi protagonisti

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58° TrentoFilmFestival
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Un viaggio tra i grandi film di montagna degli anni ’20 raccontati da Irene Bignardi e Matthias Fanck

Dal 1920 in poi, accanto ai filmati di montagna documentari, il regista Arnold Fanck diede origine e sviluppò il Bergfilm: esso non si limita alla ripresa illustrativa di luoghi, azioni, imprese, tipica del documentario, ma intesse una storia con trama e personaggi ben delineati, racconta l'ambiente, l'habitat, naturale e umano, dove si svolgono storie di vita, dove vivono persone con sentimenti e passioni, e si realizzano drammatiche riprese di salvataggio in alta quota. Egli gira i suoi film quasi esclusivamente in scenari originali, e non risparmia gli attori, ma li spreme al massimo e li pone di fronte anche a forti sforzi fisici, per ottenere inquadrature le più drammatiche e incredibili, senza controfigure e filmate senza artificio; ma sa pure donare, in pause di dolcezza e struggimento, dei veri tocchi di poesia.
I Bergfilm, sulle orme delle modalità tracciate da Fanck, sono caratterizzati dall'uso del controluce in suggestive riprese, anche spericolate, da un montaggio estroso e bizzarro, da prestazioni degli sportivi o degli interpreti stessi vicine all'acrobatico; e tutto questo soddisfa il pubblico nelle sue aspettative di divertimento, di immagini esteticamente gratificanti, e della suspense che suscita brivido e tensione, insomma forti emozioni; così avvincenti e coinvolgenti che reggono il confronto (o lo superano) con il Cinema di montagna di oggi, sostenuto dalle più sofisticate tecnologie. E infatti, il Bergfilm divenne uno dei più popolari generi del cinema degli anni '20. Il primo di questo genere è considerato proprio Der Heilige Berg, del '26.

Irene Bignardi. Critico cinematografico, dal 1976 giornalista e inviato di La Repubblica, già Presidente di Filmitalia, ha diretto dal 1986 al 1989 il MystFest - l'International Film Festival del Film Noir, e dal 2000 al 2005 il Festival Internazionale di Locarno, il secondo al mondo per nascita (1946) dopo Venezia. Scrittrice attenta alle dinamiche cinematografiche tra i suoi libri ricordiamo: Memorie estorte a uno smemorato. La vita di Gillo Pontecorvo (Feltrinelli 1999), Americani. Un viaggio da Melville a Brando (Marsilio, 2005) e Le cento e una sera. Piccola guida personale al cinema in DVD (Marsilio, 2008). Attualmente collabora anche con il settimanale Vanity Fair.

Matthias Fanck. Nasce nel 1951 a Berlino: Vive e lavora a Oberfranken. Nipote del grande regista Arnold Fanck, ha studiato grafica e design preso l’Accademia di grafica e pubblicità di Berlino diplomandosi come grafico. Libero professionista dal 1978 si dedica, oltre che all’attività di grafico e di consulente per mostre e musei, alla cura e preservazione del patrimonio filmico di Arnold Fanck.E’ promotore di retrospettive, mostre, pubblicazioni e documentazioni relative all’opera del celebre nonno e del genere Bergfilm.