Lux Fulgebit
Lux Fulgebit
L'amor che move il sole e l'altre stelle
Antifone e inni ambrosiani e gregoriani dei Tempi di Avvento e di Natale
Dante Alighieri: Divina Commedia, XXXIII Canto del Paradiso
Coro Anthea - Sezione femminile
Direttore e narratore: Quinto Canali
Programma
VENI REDEMPTOR GENTIUM
Inno ambrosiano d'Avvento
CONDITOR ALME
Inno ambrosiano d'Avvento
RORATE COELI
Antifona all'Introito della IV Domenica d'Avvento - Canto gregoriano
DIVINA COMMEDIA
Paradiso - Canto XXXIII
AVE MARIA
(dopo il verso 39)
Inno gregoriano
UBI CARITAS
(dopo il verso 105)
Inno gregoriano
HODIE SCIETIS
Antifona all'Introito della Messa della Vigilia di Natale - Canto gregoriano
DOMINUS DIXIT
Antifona all'Introito della Messa della Notte di Natale - Canto gregoriano
PUER NATUS EST NOBIS
Antifona all'Introito della Messa del Giorno di Natale - Canto gregoriano
PUER NATUS IN BETHLEHEM
Monodia germanica del 1300
LUX FULGEBIT - L'amor che move il sole e l'altre stelle
Si tratta di un progetto sull'έπιφάνεια (epifaneia) nel suo primario significato di rivelazione e manifestazione del divino. Il tema centrale è la lettura dell'ultimo Canto della Divina Commedia di Dante Alighieri, il XXXIII del Paradiso, nel quale il Poeta, dopo lungo peregrinare, arriva alla visione di Dio, della Trinità e del Mistero dell'Incarnazione.
I canti proposti sono stati scelti in coerenza al tema e appartengono al repertorio autentico delle liturgie cristiane originarie; si tratta di Inni ambrosiani (il più antico, Veni Redemptor gentium, è del IV secolo ed è attribuito a S. Ambrogio), Inni e Antifone gregoriane databili tra il VII e il IX secolo, per finire con un Inno monodico germanico del 1300. Mille anni di storia, dal IV al XIV secoli, del più naturale canto liturgico cristiano (il canto gregoriano è ancora il canto ufficiale della Chiesa cattolica), la cui vita, e continua rinascita, riesce sempre a stupire e commuovere per elevazione spirituale, valore artistico, purezza e bellezza estetica, capacità di attraversare e superare indenne il corso dei tempi e delle mode.
Il Canto XXXIII del Paradiso di Dante Alighieri (Firenze, 1265 Ravenna, 1321) è ultimo Canto della Divina Commedia; si svolge nell'Empireo, la sede di tutti i beati; siamo a mezzanotte del 14 aprile del 1300 (secondo altri studiosi al 31 marzo).
Il Canto inizia con la Preghiera alla Vergine (Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura ...), mediante la quale San Bernardo di Chiaravalle, che ha accompagnato Dante negli ultimi tre canti del Poema, invoca la Madonna affinché il Poeta possa giungere alla visione di Dio (... l'Etterno Lume ...): ... Or questi, che da l'infima lacuna de l'universo infin qui ha vedute le vite spiritali ad una ad una ... possa con li occhi levarsi più alto verso l'Ultima Salute ....
La Madonna acconsente: ... Li occhi da Dio diletti e venerati, fissi nell'orator, ne dimostraro quanto i devoti preghi le son grati ....
Dante inizia quindi a descrivere la sua visione di Dio (... che la mia vista, venendo sincera, e più e più intrava per lo raggio dell'Alta Luce che da sé è vera ...), della Trinità (... Nella profonda e chiara sussistenza de l'Alto Nume parvermi tre giri di tre colori e d'una contenenza; e l'un da l'altro com'iri da iri parea reflesso ...) e dell'Incarnazione (... Quella circulazion che si concetta pareva in te ... dentro da sé, del suo fulgore stesso, mi parve pinta della nostra effige ...), visione questa incomprensibile con la facoltà umana (... veder voleva com'e' si convenne l'imago al cerchio e come ci s'indova; ma non eran da ciò le proprie penne ...) ma solo con l'illuminazione della Grazia di Dio (... un fulgore in che sua voglia venne ...).
Il Canto termina con una dimensione di certezza e acquietamento del Poeta nell'ordine superiore dell'armonia universale di Dio, nella medesima condizione dei beati, nei quali la conoscenza e l'amore, o godimento di Dio, sono perfettamente equilibrati, interamente appagati dalla beatitudine della visione: ... A l'alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e 'l velle, si come rota ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle.
Il Coro Anthea studia ed esegue canti dal periodo romano e medievale fino alle sperimentazioni contemporanee, toccando ecletticamente generi e stili diversi, sia popolari che classici e colti; ha già al suo attivo più di settanta esibizioni pubbliche e collaborazioni con numerosi enti: Provincia Autonoma di Trento, Regione Autonoma Trentino Alto Adige, Fondazione Bruno Kessler, Università di Trento, Associazione Filarmonica di Trento, numerosi Comuni, Musei, Biblioteche, Casse Rurali, ecc. Nel corso della sua triennale attività il coro ha collaborato con artisti del calibro di Andrea Castelli, Antonio Caldonazzi, Franco Farina, Francesca Velardita, Paolo Malvinni e musicisti, ne elenchiamo solo alcuni: Renzo Vigagni, Renzo Bortolot, Walter e Giovanni Salin, Mauro Tonolli, Vittorio Passerini, Cristina Broccardo, Valentina Moser, I Parafonisti del Baldo, lOrchestra del Natale brentegano, lOrchestra Histrionia. Ha inciso, con il jazzista Renzo Vigagni all'organo, lalbum Cum novo cantico, recentemente presentato su Radio 2 RAI e in pubblicazione dal primo di novembre 2011 su Parafonica Netlabel.
I brani del repertorio corrente del coro sono circa 150 e possono essere eseguiti anche in almeno una decina di concerti tematici di contenuto diverso. Si tratta quindi di un coro che opera su specifici progetti musicali, artistici e culturali, di un coro di natura e attività molto diverse dai cori settoriali (di montagna o altro) che siamo soliti ascoltare.
Tra le attività a breve termine, Anthea ha in programma la registrazione entro il 2011 di ben altri quattro CD tematici, album che saranno anchessi pubblicati, nel corso del 2012, su Parafonica Netlabel.
Altra interessante pista di lavoro prossimo riguarderà il canto popolare brentegano originario e autentico; si produrranno, dal 2012, due diversi programmi specifici: il primo riguardante la riproposizione dei materiali musicali storici locali presenti nellArchivio Provinciale della Tradizione Orale (APTO) e il secondo mediante la reinvenzione musicale, assieme al gruppo musicale I Plebei di Rovereto, dei materiali letterari raccolti da Albino Zenatti a Brentonico e dintorni a fine 800.
Il coro è preparato e diretto da Quinto Canali