Macbeth

Teatro

Tavoli a u aperti verso il palco
Attori: Nevio Gambula, Cristina Fasoli, Ernestina Poiega, Sara Maccari, Marina Zorzi, Francesco Maistri, Leo Franceschetti, Massimo Benettoni, Enrico Pasetto
Cantanti: Alessandro Bonesini, Annapia De Caprio, Dorino Signorini, Francesca Neri, Roberto Renzini, Stefania Rosele
Spettacolo basato sulla ricerca di un impatto particolare e spiazzante con il pubblico. A partire da una riscrittura del Macbeth shakesperiano, 9 attori e 6 cantanti evocano, grazie all’utilizzo di un passaggio di sonorità vocali teso e graffiante, un impatto non convenzionale, che si costruisce per la necessità di stupire. Il pubblico viene invitato a partecipare ad un vero e proprio banchetto, nell’immaginario castello di sir e lady Macbeth, in una Scozia tutta attraversata da rivolte e scontri per il potere. Tra un bicchiere di vino e un morso a pane e salame, assisterà all'ascesa e alla caduta di un generale senza scrupoli. Al centro dello spettacolo, oltre alla vicenda di Macbeth, c'è la volontà di cercare un teatro vitale, non scontato, magari rude, rozzo, imperfetto, ma incisivo, alla cui base c'è la centralità data al corpo dell’attore.

Le TRAME DI CALIBANO nasce nell'autunno del 2000 grazie alla collaborazione di attori di esperienza e formazione professionale con altri di esperienza amatoriale. Da questo incontro è nato lo spettacolo "Macbeth. Il 18 brumaio di un Bonaparte qualsiasi", in cui abbiamo voluto focalizzare tutto il nostro impegno sulla qualità del recitato, ossia sulla vibrazione che l'attore fa partire dal proprio essere allo scopo di creare un contagio, uno scambio arricchente con lo spettatore. Vogliamo che la Compagnia agisca come "laboratorio di ricerca" a disposizione del territorio, in primo luogo della Valpolicella, zona di vita per la maggior parte dei suoi componenti, ma anche per tutta la città di Verona, innanzitutto testimoniando, con i nostri lavori, la possibilità di concepire un teatro slegato da ogni obbligo di produttività e da quei vincoli segreti del "dover piacere a tutti costi", e testimoniando anche la possibilità di superare gli steccati burocratici che dividono le compagnie in amatoriali o professionistiche, affermando, invece, uno stare "in compagnia" basato sulla adesione ad un progetto particolare di scena; non una compagnia chiusa, dunque, ma disposta ad aprirsi alla collaborazione con altre esperienze sulla base di progetti precisi. Non ci sentiamo "amatoriali", poiché riteniamo che la tecnica abbia la sua importanza; non ci sentiamo "professionali", perché della tecnica ci spaventa la sua messa a servizio della produttività; cerchiamo, per contro, il rigore del lavoro di palcoscenico, dove sudore e polvere, pur se fastidiosi, saranno i sintomi di una sperimentazione vitale. Abbiamo cominciato con Shakespeare, vorremmo continuare con Beckett, con Brecht, con Heiner Muller, e con altri autori che sono stati capaci di dire la tragedia contemporanea rinnovando, al contempo, il modo di concepire la scena, con un occhio sempre rivolto alle intuizioni devastanti di Artaud e del suo "teatro della crudeltà".

AUTORE: da Shakespeare - REGISTA: Nevio Gambula - COMPAGNIA: Trame di Calibano (Verona)


organizzazione: C.U.C Circolo Universitario Culturale - Teatrincorso - Erasmus Student Network - A.I.E.S.E.C.