Maciste all'inferno

Cinema

Rivisitiamo la storia del cinema con musica dal vivo

Italia, 1926
Regia: Guido Brignone

Maciste all’inferno (1926) di Brignone entra più volte nella storia del cinema italiano. La prima volta è, naturalmente, negli anni Venti, quando la Fert Pittaluga di Torino decide di mettere in cantiere l’ennesimo episodio della serie di Maciste e lo scrittore Riccardo Artuffo (accreditato come Fantasio nei titoli di testa) fornisce a Guido Brignone un soggetto che, se non riesce a rivitalizzare il mito - ormai un po’ spento - dell’eroe impersonato da Bartolomeo Pagano, offre spunti eccellenti per un film imprevedibile e spassoso, ricco di umori fantastici e bizzarri. Pronto già nel 1925, Maciste all’inferno ha noie con la censura (che lo boccia una prima volta nell’ottobre del ’25): accade così che in Svezia la prima del film anticipi di tre mesi quella italiana (che si tiene, nell’ambito della Fiera di Milano, nel marzo del ’26).
Maciste fa la sua ricomparsa nei primi anni Quaranta, quando ottiene il privilegio, toccato solo a pochi film muti, di essere rimesso in circolazione in una copia post-sonorizzata, guadagnandosi nuova celebrità […]. Maciste all’inferno guadagna infine nuova gloria nella storia del cinema italiano quando Federico Fellini lo fa diventare, in interviste e memorie varie, protagonista di una sorta di "scena primaria" del suo inconscio cinematografico. È diventato così impossibile parlare del film di Brignone senza citare le memorie del Maestro, che ci rinviano alle condizioni di visione di allora, cioè a qualcosa che il più perfetto ed integrale dei restauri non potrà mai restituirci

Musiche originali Marco Dalpane
Accompagnamento strumentale dal vivo dell'Ensemble Musica nel buio

Ensemble Musica nel buio
Alessandro Bonetti, violino
Barbara Ostini, viola
Marco Zanardi, clarinetto
Mario Gigliotti, tromba
Luca Corbelli, trombone
Francesca Aste, synth
Virginia Guastella, pianoforte
Pierangelo Galantino, basso elettrico
Claudio Trotta, batteria
Marco Dalpane, direzione

Dalla Cineteca del Comune di Bologna e dal Danske Filmmuseum.
Restauro realizzato con il contributo del Projecto Lumière (nell'ambito del Programma Media)
Edizione stabilita a partire da una copia positiva imbibita con didascalie danesi, lunga 2195 metri, conservata dal Danske Filmmuseum di Copenaghen e da una copia positiva imbibita, lunga 1366 metri e conservata dalla Cinemateca Brasileira di San Paolo. Entrambe le copie sono tratte dallo stesso negativo. Le didascalie della versione brasiliana mantengono la grafica originale utilizzata per la ricostruzione realizzata dalla Cineteca del Comune di Bologna

Marco Dalpane, nato nel '56, ha studiato pianoforte, composizione, musica elettronica e ha seguito il corso di laurea DAMS. Conclusi gli studi classici ha svolto attività concertistica come solista e in varie formazioni cameristiche, privilegiando la musica del Novecento. Ha realizzato progetti in collaborazione con musicisti dell'area extra accademica come T. Coe, L. Cooper, F. Frith, B. Morris, E. Kang, A. Curran. Dal '91 si dedica principalmente alla realizzazione di colonne sonore per il cinema muto, in veste di pianista, compositore e direttore d'orchestra.


organizzazione: Federazione Italiana Cineforum