Maghi e viaggiatori

Cinema

Lunedìcinema a Povo

Bhutan/Gran Bretagna, 2003
Titolo originale: Chang hup the gi tril nung - Travellers and Magicians
Genere: Avventura
Durata: 107'
Regia: Khyentse Norbu
Cast: Tshewang Dendup, Lhakpa Dorji, Sonam Kinga, Sonam Lhamo, Deki Yangzom
Sito italiano: www.bimfilm.com/maghieviaggiatori

Nel piccolo regno del Bhutan, nell'Himalaya, Dondup, un giovane e attraente funzionario del governo al quale è stato assegnato un incarico in una zona rurale, sogna di andare in occidente. Dondup mente al suo capo, getta la valigia dalla finestra e parte in tutta fretta ma perde l'autobus che lo avrebbe portato alla vicina città di Thimphu e, non volendo, si ritrova sulla strada insieme ad altri due viaggiatori che stanno andando nello stesso posto: un monaco buddista e un venditore di mele.

Khyentse Norbu, il regista di Maghi e viaggiatori, è un lama buddista che si era già imposto all’attenzione internazionale dirigendo un film a metà tra documentario e fiction come il delizioso La coppa, in cui un monastero tibetano si lasciava contagiare dalla passione per il calcio in occasione dei campionati mondiali di Francia 1998. L’opera seconda, presentata a Venezia 2004 nella sezione “Controcorrente”, conferma le promesse dell’esordio ed esemplifica ancora più la grande padronanza della macchina da presa di Norbu, già assistente di Bernardo Bertolucci per L’ultimo imperatore. La storia alla base di Maghi e viaggiatori è semplice ed efficace: un giovane funzionario statale amante dell’Occidente, confinato da solo un mese in un ridente paese tra le montagne dove la vita scorre ogni giorno uguale a se stessa, riceve infine l’agognata lettera che gli consentirà di realizzare il suo sogno e volare in America in cerca di fortuna. Entro tre giorni il protagonista dovrà raggiungere la città più vicina: purtroppo perde l’unica corriera disponibile ed è costretto ad incamminarsi sperando in un passaggio. In breve al funzionario prima si aggrega un venditore di mele, quindi un monaco, infine un padre con la bella figlia diciannovenne. Per allietare i momenti morti del viaggio, il monaco racconta a più riprese la strana avventura di un giovane costretto dai genitori a studiare magia, con un fratello minore (che vorrebbe studiare ma non può) che ascolta di nascosto le sue lezioni e sperimenta su di lui una pozione magica: il fratello maggiore si ritroverà sperduto nel mezzo di un bosco, accolto (senza troppo entusiasmo) nella casa isolata di un vecchio e della sua giovane e bella sposa, una femme fatale che lo farà ardere di passione e quindi lo spingerà a sbarazzarsi dell’incomodo marito. Gli incontri di varia umanità lungo l’itinerario (e, chissà, forse anche la magia esemplare della storia nella storia) mineranno non poco il desiderio del funzionario di lasciarsi per sempre alle spalle il proprio paese, anche perché nel frattempo è sbocciato qualcosa di tenero per la più giovane compagna di viaggio. Prima produzione interamente bhutanese della storia del cinema, Maghi e viaggiatori è un road movie che cesella con una splendida fotografia le magnifiche attrattive naturali del piccolo ed incontaminato regno protetto dalle cime dell’Himalaya. La narrazione, lenta e preziosa, si alterna tramite mirabili passaggi tra il piano reale dei viaggiatori e quello emblematico della storia nella storia, un piccolo gioiello di amore e magia. Gli attori, rigorosamente non professionisti, si rivelano tutti molto bravi, in particolare il protagonista ‘alternativo’: capelli lunghi e sigaretta sempre tra le labbra, scarpe da tennis sotto la tunica e stereo a mano sparato al massimo. Da non perdere.
Paolo Boschi su www.scanner.it