Marécages (Acquitrini)

Cinema

Le Giornate della Mostra

Marécages (Acquitrini)
di Guy Édoin
Canada - 111'
(sottotitolato in italiano)
Sceneggiatura Guy Édoin
Fotografia: Serge Desrosiers
Montaggio: Mathieu Bouchard-Malo
Musiche: Nathalie Boileau, Pierre Desrochers
Suono: Claude Beaugrand
Costumi: Julia Patkos
Scenografia: André-Line Beauparlant
Interpreti: Pascale Bussières (Marie), Gabriel Maillé (Simon), Luc Picard (Jean), François Papineau (Pierre), Angèle Coutu (Thérèse), Denis Dubois (Réjeanne)
Produttore esecutivo: Roger Frappier
Produzione: Luc Vandal, Félize Frappier

Nel Canada rurale, durante un lungo periodo di siccità, una coppia di allevatori fatica a mandare avanti la piccola azienda a conduzione familiare. Alle difficoltà economiche si somma la recente perdita di un figlio, che ha segnato i due genitori, Marie e Simon, mentre il maggiore Jean, adolescente inquieto, sta scoprendo la sua sessualità. Finché un nuovo dramma si abbatte sui Santerre: un incidente sul lavoro costa la vita al padre, lasciando la donna nello sconforto e riaprendo di colpo anche le vecchie ferite. Mentre la vedova è oggetto delle attenzioni insistenti di uno sconosciuto che ha assistito all’incidente, il ragazzo si trova quasi abbandonato a se stesso.

Accurato e materico nella descrizione del lavoro degli allevatori, che la macchina da presa tallona mentre mungono le vacche, le accudiscono, fanno venire alla luce un vitello nato morto, restituendo la fatica, il sangue e il latte, la ruggine e gli escrementi, il trentenne Édoin mette a frutto la sua esperienza di figlio di contadini, che tra l’altro hanno assistito gli attori sul set insegnando gesti e pratiche. Ma Marécages è tutt’altro che un film autobiografico e anche il realismo della messinscena viene decisamente sublimato in un clima da tragedia familiare con echi di classicità dove si agitano contenuti forti, quali l’incesto e il parricidio... Una colpa, un’assenza e una perdita gravano sulla fattoria dei Santerrre, sulla coppia unita e complice che prova a ricominciare nonostante la crisi economica che rischia di portarsi via tutto, come sul figlio “superstite”, che li osserva e si muove attorno a loro alla ricerca di una sua identità anche sessuale e mosso da pulsioni sottaciute. Ma altro protagonista di questo film poetico e crudo, fatto di sentimenti ancestrali e di legami che si rinsaldano nonostante tutto, è il grande paesaggio canadese, con la sua bellezza tutta cinematografica che ci riporta in pieno nella linea dell’immaginario rurale nordamericano e dove la siccità e il suo contrario (il titolo indica proprio i terreni che diventano acquitrinosi dopo una grande pioggia) diventano territorio di vita e di morte. Intonati gli attori, tra cui spicca la presenza femminile forte di un’attrice complice di molto importante cinema canadese come Pascale Bussières.

Guy Édoin, il trentenne Édoin, cresciuto in una famiglia di allevatori, si è diplomato in sceneggiatura all’Université du Québec di Montréal nel 2000 e nell’ambito universitario ha realizzato i suoi primi cortometraggi, presentati in concorso al New York International Independent Film and Video Festival. Nel 2004 ha realizzato Le Pont, prima parte di una trilogia intitolata Les Affluents e composta anche da Les Eaux Mortes (2006), presentato in decine di festival tra cui lo Short Film Corner di Cannes, e La Battue (2008), che ha debuttato al Festival di Locarno ed è stato inserito nella Canada Top Ten dei migliori corti dell’anno. Marécages è il suo primo lungometraggio.


organizzazione: P.A.T. Assessorato alla Cultura - Trentino Film Commission - Settimana internazionale della critica