Matematici in fasce. Quando il genio si vede nella culla

Convegno

Aperitivi neuroscientifici

Manuela Piazza (psicologo sperimentale)
Matematici in fasce. Quando il genio si vede nella culla
La parola alla neurofisiologia del cervello

Il grande libro della natura può essere letto solo da coloro che conoscono il linguaggio in cui è scritto, diceva Galileo Galilei, riferendosi alla matematica. Quando impariamo questo linguaggio? Quale il ruolo delle differenze individuali nella predisposizione al suo apprendimento? Quanto pesano le differenze tra le varie culture? E ancora, esiste davvero il “bernoccolo per la matematica”? Che rapporto c’è tra linguaggio e matematica?
Questi i temi che affronteremo nel corso dell’Aperitivo Neuroscientifico “Matematici in fasce. Quando il genio si vede nella culla. La parola alla neurofisiologia del cervello” con la psicologa sperimentale Manuela Piazza, giovedì 24 febbraio 2011 alle 18, alla Caffetteria Le Arti del MART, in corso Bettini 43.
“Fin dalla nascita, i piccoli della nostra specie possiedono un senso del numero, una capacità innata di riconoscimento di piccole quantità e comune ad altri animali, con i quali condividiamo i sistemi cognitivi di base che la rendono possibile. Grazie ad educazione e cultura, a questa intuizione del numero si aggiungono poi altre due rappresentazioni, quella numerica (simbolica) e quella verbale, costituita dalle parole che indicano numeri” spiega Manuela Piazza, che si è occupata dell’apprendimento della matematica negli individui adulti non educati studiando i Mundurucu, una popolazione indigena del Brasile.
Gli animali non sanno fare un ragionamento matematico. Infatti, la manipolazione di simboli è prerogativa umana e l’educazione consiste nell’affinamento di queste capacità naturali già presenti nel bambino, quasi come accade per l’altra facoltà tipicamente umana, il linguaggio. Dopotutto, per chiacchierare tra di noi davanti ad un caffè usiamo le stesse facoltà mentali che i matematici usano per pensare agli oggetti matematici e ai loro rapporti.
Manuela Piazza, i cui studi indicano la presenza nei bambini molto piccoli di differenze individuali che possono permanere fino in età scolare e tradursi in diverse predisposizioni all’apprendimento della matematica, ci spiegherà quali aree cerebrali sono coinvolte nell’elaborazione del ragionamento matematico, esponendoci i più recenti risultati delle neuroscienze cognitive e le possibili ricadute sulla didattica della matematica.


organizzazione: CIMeC Centro Interdipartimentale Mente Cervello dell'Università di Trento a Rovereto