Matrici Affini

Manifestazioni ed eventi

Parallel Events to Manifesta7

A cura di Angelo Morandini
Artista: Angelo Morandini

Il progetto tratta una rappresentazione multimediale e interattiva generata tramite linguaggio “context free” SVG (Scalable Vector Graphics). L’immagine di un albero rappresentata dal codice costruito mediante le “primitive” è formato da miriadi di quadrati con i quali gli utenti possono interagire:ogni quadrato infatti è sensibile al movimento generato dall’utente. L’immagine è generata da matrici.

Tra la raffinatezza estetica di videoclip e quella di quadri d’autore, domenica 28 settembre, la Galleria Civica di Arte Contemporanea è pronta ad ospitare Matrici affini di Angelo Morandini, evento parallelo a Manifesta 7.
Dopo il grande successo della rassegna Videoart Yearbook 2008, proiettata sulle pareti della Galleria giovedì 25 e venerdì 26 settembre, un altro progetto di videoarte accompagnerà la giornata dei visitatori della domenica.
Matrici affini e Natura ambigua del codice binario: questi sono i titoli del progetto audio-video che verrà proiettato il 28 settembre a partire dalle 10.00 fino alle 24:00 negli spazi della Galleria, in via Belenzani 46.
L’artista propone uno spettacolo multimediale composto da due video in grado di comunicare, di esprimersi in modo assolutamente minimale: attraverso un sistema di codifica binario, ovvero un alfabeto le cui lettere sono punto/linea, click/doppio click. Tutto è giocato sulla duplicità; Morandini sottolinea come nel mondo reale si sia lusingati dalle promesse di libertà offerte dalla tecnologia, ma si rimanga in realtà schiavi di ciò che si possiede, illudendosi di scegliere liberamente in un supermarket farcito, in realtà, di eterni condizionamenti. A volte capita di comprare qualcosa e di non sapere il perché la scelta sia capitata proprio su quel prodotto. La stessa cosa, ovvero l’induzione dell’informazione, detta anche condizionamento visivo, accade quando si osservano per un po’ di tempo le due strutture di quadrati e linee. Le forme visibili infatti cambieranno lentamente solo a causa di un’indotta alterazione percettiva.
È quindi un’installazione interattiva ciò che Morandini propone, sarà il visitatore attraverso la sua sensibilità a portare l’opera a compimento.