Mosca, il Vaticano e l'Ucraina

Convegno

Mercoledì 11 gennaio 2012, alle 17,30, a Trento, nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55), il Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale organizza l’incontro-dibattito Mosca, il Vaticano e l'Ucraina. Interviene Federigo Argentieri. Introduce Fernando Orlandi.

Roma e Mosca sono due città simbolo: Roma capitale del cattolicesimo e Mosca capitale della Santa Russia, "Terza Roma" e poi capitale della grande fede del Ventesimo secolo, il comunismo.
Due città simbolo della religione e nel 1917, con la presa del potere da parte dei bolscevichi, la seconda che diventa il centro di un impero anticristiano, cui Roma si contrappone. La vicenda della chiesa, sia cattolica che ortodossa sarà tragica.
All'inizio degli anni anni Trenta, la fertile e rigogliosa Ucraina, quella che un paio di decenni prima era il "granaio d'Europa" (all'inizio del Novecento l'Ucraina forniva oltre il cinquanta per cento della farina consumata nell'Impero zarista), viene sconvolta da una terribile carestia, che causò milioni di morti. Vi furono anche delle cause naturali, ma la decimazione della popolazione fu dovuta al fatto che la morte veniva "inflitta attraverso la fame": "moriti golodom". Da qui il termine "Holodomor".
Nella storiografia e nella politica si dibatte se quanto accadde deve essere configurato come genocidio provocato da Stalin e dalla dirigenza sovietica.
Alla fine degli Venti la collettivizzazione e statalizzazione dell'agricoltura vennero imposte ai contadini, assieme all'obbligo di consegnare un prederminato quantitativo di prodotti agli ammassi di stato. La riottosità dei contadini ad adempiere ad obblighi irrealizzabili si scontrò con una terribile azione coercitiva dello stato, finalizzata a trasformare radicalmente la realtà socio-economica delle campagne.
La brutalità e i morti in Ucraina furono inferiori solo a quelli del Kazakhstan. In Ucraina, la collettivizzazione e la "dekulakizzazione" comportarono deportazioni di massa. Negli anni successivi i provvedimenti adottati dal regime lasciarono i contadini senza mezzi di sostentamento, aggravando e moltiplicando gli effetti di una carestia che aveva iniziato a colpire la regione. Si trattò di una vera e propia guerra del regime combattuta contro i suoi contadini.
A seguito dell'indipendenza ottenuta nel 1991, beneficiando del materiale divenuto accessibile negli archivi ex sovietici, storici russi e ucraini hanno prodotto numerosi studi.
Venti anni fa vennero pubblicati i documenti diplomatici italiani (Einaudi 1991) che fornivano una serie di nuove informazioni raccolte all’epoca dal personale diplomatico del nostro paese. Un nuovo contributo è ora fornito dai documenti provenienti dagli archivi vaticani e raccolti in un volume appena pubblicato a cura di Athanasius D. McVay e Lubomyr Y. Luciuk (The Holy See and the Holodomor).
Ricostruisce queste vicende Federigo Argentieri, nell'incontro-dibattito Mosca, il Vaticano e l'Ucraina, che si terrà mercoledì 11 gennaio 2012, alle 17,30, a Trento, nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55).

Federigo Argentieri insegna alla John Cabot University, e al suo attivo ha numerose pubblicazioni.


organizzazione: Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale