Mount Everest 1952
I capolavori del Festival in mezzo secolo di storia
Secondo appuntamento con il cineforum del cinema di montagna nellambito dellattività culturale della Sosat organizzata in collaborazione con il TrentoFilmfestival. Martedì 12 febbraio, con inizio alle ore 21.00 verrà proiettato il Film: Mount Everest 1952 di André Roche e Norman G. Dyrenfurth (Svizzera).
Il film vinse il Gran Premio Città di Trento nel 1953, alla seconda edizione del Festival.
Il film documenta, in 31 minuti, il tentativo di salita allEverest compiuto da una spedizione svizzera nel 52. Gli autori sono due alpinisti della cordata, lo svizzero André Roche e laustriaco Norman Dyrenfurth. Autori che successivamente torneranno al Festival di Trento con altre opere.
Il tentativo fallì per poco. Ernst Reiss, uno dei membri della spedizione, confessa sul sito swissinfo.ch di essersi preso la responsabilità di tornare indietro: Il vento e le condizioni meteorologiche erano durissime. La pelle dei nostri volti era bianca e assiderata. Sapevo che se non ci fossimo fermati saremmo morti nel giro di mezzora. Più tardi qualcuno ha detto che è stato perché ho avuto paura, ma non è così e non rimpiango la mia decisione.
I membri della spedizione di Hillary, che un anno dopo avrebbe raggiunto la vetta dellEverest, hanno sempre riconosciuto quello che dovevano ai loro colleghi elvetici. Spedirono infatti un telegramma in Svizzera: A voi va metà della gloria.
Il film, è reso quanto mai attuale dalla recente scomparsa di Sir Edmund Hillary. A presentare lopera interverrà Augusto Golin della Direzione del TrentoFilmfestival.
La successiva serata sarà dedicata al Gran Premio del 1955 Étoiles et tempêtes di Gaston Rebuffat e Maurice Baquet, (Francia).
Il presidente della Sosat Remo Nicolini precisa il motivo per il quale delle sei serate del cineforum del cinema di montagna non sono stati comunicati i titoli dei film. Abbiamo una rosa di filmati e ci riserviamo di sceglierli in base al momento. Siamo come una cordata che scala una montagna, ci riserviamo di scegliere la via di volta in volta.