Noche de tangos

Musica

Festival Musica '900

STEFANO ZANCHETTA, violino
LEONARDO SAPERE, violoncello
MAURIZIO DINI CIACCI, pianoforte
ISABELLA TURSO, pianoforte
ENSEMBLE MUSICA '900
RUI MASSENA, direttore

ASTOR PIAZZOLLA / JOSÈ BRAGATO
Milonga del Angel per orchestra d'archi
CARLOS GARDÉL
El dia que me quieras per violino, pianoforte e orchestra d'archi
ASTOR PIAZZOLLA / JOSÈ BRAGATO
Adios Nonino per violoncello e orchestra d'archi
JOSÈ BRAGATO
Milontàn per violoncello, pianoforte e orchestra d'archi
Graciela y Buenos Aires per violoncello e orchestra d'archi
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ASTOR PIAZZOLLA / JOSÈ BRAGATO
Escualo per violino e orchestra d'archi
ASTOR PIAZZOLLA
Cuatro estaciones porteñas Primavera Verano Otoño Invierno per pianoforte e orchestra d'archi

Astor Piazzolla (Mardel Plata 1921, BuenosAires 1992) è stata una figura controversa nei confronti degli argentini, sia musicalmente che politicamente. Conosciuto nella sua terra natale come "El Gran Astor" ("Il grande Astor") e "El Gato" ("il Gatto", per la sua abilità e ingegno), egli è considerato il più importante musicista di tango della seconda metà del ventesimo secolo (Carlos Gardél è il più importante della prima metà del secolo). Si dice che in Argentina tutto può cambiare, tranne il tango. Piazzolla ha infranto questa regola. La sua musica ha ottenuto consensi in Europa ed in America del Nord prima che nel suo Paese e la rivoluzione che ha apportato a questa forma musicale tradizionale lo ha allineato, forse inevitabilmente, a coloro che volevano introdurre anche altri cambiamenti nella società argentina. Con i suoi travolgenti tanghi Piazzolla reinventa nel cuore del Novecento El Tango Nuevo, la formula del "pensiero triste che si balla" nato tra i bassifondi, nei fumosi locali della capitale argentina. Dalla Milonga del Angel per orchestra d'archi, nata all'interno di una trilogia dedicata alla prematura morte di una bimba, all'Adios Nonino per violoncello ed archi scritto a New York in memoria dell'amatissimo padre Vicénte, scomparso nel 1959. Di tutt'altra atmosfera è il brano Escualo, che è stato composto come "sfida" al violinista del suo quintetto, Fernando Suarez Paz. Il violino è infatti lo strumento principe di questo brano in cui la tecnica, la precisione e la forza di questo strumento rispecchiano quelle di uno squalo. Le Quattro Stagioni Porteiie scritte da Piazzolla nel 1968 rappresentano un evidente omaggio alle Stagioni vivaldiane: il rinvio a questa composizione serve a Piazzolla per elaborare una serie di "situazioni" che privilegiano l'invenzione tematica, la componente ritmica, la fantasia dirompente inserite in un sostanziale ordine formale che proietta questi brani in una dimensione classicamente innovativa. La versione presentata sostituisce il bandone6n solista, ovvero lo strumento folklorico prediletto dal compositore argentino, con il pianoforte ed è frutto di un abile ed efficace trascrizione ad opera di José Bragato.

José Bragato (Udine 1915) è violoncellista e direttore d'orchestra, amico e arrangiatore ammirato da Piazzolla. La sua vita di musicista si snoda parallelamente tra riscoperta della tradizione folklorica argentina e attività solistica e direttoriale presso le più grandi orchestre del mondo. Questi due musicisti, in un sodalizio artistico ed umano straordinario, hanno cercato, a partire dalla metà degli anni '50, un rinnovamento del tango, legato fino ad allora alla danza ed al canto, verso una più piena autonomia strumentale, con una propria dimensione espressiva ed estetica.

Questo processo ha realizzato l'integrazione, all'interno del materiale della tradizione, di tecniche compositive ed espressive della tradizione colta europea (uso del contrappunto, di nuovi timbri strumentali, linguaggio armonico delle avanguardie, apertura al jazz e all'improvvisazione). Bragato, negli arrangiamenti delle opere di Piazzolla, non si limita a ristrumentare o riarmonizzare, ma costituisce delle vere e proprie rielaborazioni polifoniche, armoniche e tematiche del tutto originali. Interessante e significativo nel suo percorso stilistico è pure l'utilizzo del trio violino, violoncello e pianoforte (formazione cardine della tradizione cameristica europea) per realizzare i tanghi. Incontro e dialogo tra tradizioni lontane, ma che si fondono in un'unica armonia. La sua Gracielay BuenosAires è entrata a far parte del repertorio per violoncello e viene regolarmente eseguita nei festival più prestigiosi in Europa e in America Latina. Il Milontan è stato composto per la grande violoncellista e amica C. Walevska, a cui Bragato ha affidato anche l'incisione integrale dei suoi tanghi.

Carlos Gardél (Tolosa 1890 -Medellìn 1935) si trasferisce molto presto in Argentina e stabilisce la sua dimora nel quartiere di Buenos Aires denominato "dell'Abasto" (da qui l'appellativo di "Il Bruno dell'Abasto"). Iniziò cantando temi creoli, dapprima come solista e poi in duo con Razzano. Ma la sua consacrazione arrivò allorché divenne il creatore del tango-canzone incidendo" Mi noche triste" di Contursi. I suoi viaggi in Europa, dove spiccò negli scenari di Spagna e Francia, e soprattutto negli Stati Uniti, dove interpretò i suoi film più diffusi (filmò con la Paramount nel '32, '34 e '35), contribuirono a dargli fama internazionale e a creare l'aureola di gran trionfatore che i suoi ammiratori argentini gli riconoscevano. 1123 giugno '35 offri, nel Teatro Ode6n di Bogotà, quella che sarebbe stata la sua ultima interpretazione. Il giorno seguente, all'aeroporto di Medellìn, Gardél muore. L'aereo che si prepara a decollare e nel quale il cantante viaggia si schianta con un altro apparecchio che gli sbarra la pista. Il popolare artista, mito del popolo argentino, figura per antonomasia del tango-canzone e modello dell'essere "portefio" - la cui vita cela molti aspetti enigmatici e altri oggetto di interminabili polemiche -era riuscito ad aprire nuovi ambiti per il tango in Europa e negli Stati Uniti. Con l'arrivo dei suoi restia Buenos Aires, la città vive uno degli omaggi popolari più sentiti e di massa di cui si abbia memoria. El dia que me quieras è una delle sue canzoni più celebri, massima espressione romantica del Gardél interprete.

• Con il patrocinio dei Club Rotary Trento e Trentino Nord
Saluto dei Presidenti dei Club Rotary Trento e Trentino Nord
Assieme alla cittadinanza, i nostri due club vogliono pensare a chi meriterebbe tutto, eppure non ha nulla. Ai bambini bielorussi il nostro più caloroso abbraccio, perché trovino nella generosità di chi oggi è qui riunito un aiuto per costruire un futuro di pace. Esprimiamo il nostro apprezzamento al Comitato Trento Bolghera dell'Associazione "Aiutiamoli a vivere" per aver attivante partecipato a progetti sanitari, educativi di sviluppo e di sostegno a favore dei bambini bielorussi.
Zeno Sagramoso Sachetti Marco Rigamonti


organizzazione: Associazione Incontri Internazionali Musica Contemporanea a Trento - Provincia Autonoma di Trento, Regione Trentino-Alto Adige, Comune di Trento