Non guardarmi
I volti delle donne
Studio SantAgnese
Non guardarmi
di e con Paola Perfetti e Alessandro Baito
Nato dalla necessità di mettere in scena un disagio comune a molte persone che si trovano a vivere in una società che accetta in pieno solo quegli individui che corrispondono a ristretti, e spesso poco reali, canoni estetici, questo lavoro si prefigge di analizzare, a volte anche con ironia, il percorso di una donna obesa verso il pieno riconoscimento del proprio corpo, oltre ogni preconcetto.
Il suo è un viaggio nella psiche femminile, prendendo in considerazione non solo il rapporto con il proprio sé, ma anche lindispensabile confronto con laltro sesso, in questo caso un marito incapace di gestire le nuove dinamiche relazionali.
Il testo
Travolta e sconvolta da un cambiamento radicale del suo corpo, la protagonista perde le sue forme di donna perfetta; non ha più quelle linee armoniose, quella sagoma femminile tanto presente nellimmaginario comune. Improvvisamente si sente deforme, spersonalizzata come se fosse una palla, un essere asessuato non più degno di amare e di essere amato.
La lotta interiore che è costretta ad affrontare viene evidenziata nel vivo dialogo con il compagno, un continuo confronto in cui situazioni drammatiche e comiche si alternano nel cammino che i due si sforzano di seguire per ritrovare un equilibrio relazionale. Luomo, oltre ad esprimere le sue difficoltà per il trauma del mutamento della compagna, diviene così anche voce esterna, rappresentante di una parte della società non preparata ad accogliere la diversità, società che si esprime attraverso canoni estetici violentemente e quotidianamente trasmessi dai mass media.
La donna attraente è la donna che ha tanto seno, la donna che ha delle linee definite, la donna che ha la 42, questa lidea errata cui si è spinti a credere. Ciò succede perché spesso noi donne ci facciamo centrare, ordinare, definire da ciò che è esterno.
La protagonista viene invitata a delegare la gestione della propria vita ai dottori, al marito; ha la sensazione di perdere il controllo di sé. Il marito diventa la sua voce, una voce che la definisce, la giudica, la guida, una voce che la confonde. Sembra che tutto dipenda dal giudizio esterno. E lei non si sente più, non solo fisicamente, ma interiormente. La sua personalità è come diluita nelladipe che la circonda.
Il percorso evolutivo del personaggio è la strada lastricata di difficoltà verso il ritrovamento di sé, il ritrovamento della sua personalità. Il rapporto di coppia perde naturalezza, il conflitto continuo mette in discussione non solo la loro relazione ma il loro modo di stare al mondo.
I dialoghi possono esseri considerati una comunicazione non effettiva, come se il confronto fosse tra due desideri, tra due paure, tra due umanità improvvisamente trovatesi in un deserto espressivo.
Ma sarà proprio questo disordine, questo dolore e questo continuo ricercarsi che permetterà alla donna di riappropriarsi della sua femminilità.
La sua storia, la sua formazione, i suoi valori personali, la sua gioia di vivere, la vera essenza del suo carattere finalmente esploderanno verso il finale, dando un senso a ciò che lei rappresenta e delineando la reale bellezza di tutte le donne.
Biglietti in vendita alla cassa del teatro da 1 ora prima degli spettacoli (non sono previste la prevendita e la prenotazione dei posti)
organizzazione: Teatro delle Quisquilie