Nove regine
Argentina, 2000
Titolo originale: Nueve Reinas
Genere: Drammatico
Durata: 115'
Regia: Fabian Bielinsky
Cast: Gastón Pauls, Ricardo Darín, Leticia Brédice
Una mattina Marcos, un piccolo truffatore, assiste alla scena in cui Juan, all'interno di un negozio, prima truffa una cassiera e poi cerca di imbrogliarne un'altra, ma viene scoperto. A quel punto si fa avanti, dichiarando di essere un poliziotto, e riesce a trascinare Juan fuori dal negozio. Una volta soli, Marcos rivela la sua identità, quella cioè di un suo 'collega' con prospettive più ampie, e chiede a Juan di diventare suo socio in affari.
Biglietti e card in vendita presso:
Casse Rurali Trentine convenzionate in orario di sportello
Cassa del Teatro Auditorium lunedì-sabato dalle 10 alle 19
Cassa del Teatro Sociale lunedì-sabato dalle 16 alle 19
Teatro S. Marco da un'ora prima dell'inizio delle proiezioni
Marcos (Ricardo Darín) è un truffatore, un uomo che nella giungla del centro di Buenos Aires si adatta da anni vivendo di piccole truffe e raggiri, imbrogliando la gente senza tanti scrupoli. Un giorno in un supermercato salva dalla prigione sicura Juan (Gastón Pauls), forse entrato lì con il suo stesso intento ma che, al contrario di lui, pecca un po' di inesperienza. Juan, dal canto suo, ha però una cosa che a Marcos è sempre mancata: la faccia da bravo ragazzo. Sapendo di essere in credito con Juan, il vecchio volpone gli propone un accordo: diventare soci per un giorno e dividere l'incasso a fine serata. I due si ritrovano però a dover rifilare la più grossa fregatura della loro vita, piazzando a tutti i costi entro 24 ore i falsi delle Nove Regine, le perfette copie di nove rarissimi francobolli della Repubblica di Weimar risalenti al 1920 con un difetto nella dentatura. Per l'occasione i due dovranno riuscire a spennare il più possibile, entro il mattino successivo, un ricco collezionista spagnolo che non avrebbe tempo di controllarne a fondo l'autenticità in quanto sta per lasciare la città perché esiliato per truffa dal governo argentino. Quel che è sicuro è che non potranno fare tutto da soli, ma dovranno saper coinvolgere al prezzo giusto le persone giuste al momento giusto, e soprattutto ricordarsi che chi la fa, prima o poi, deve aspettarsela.
E' assurdo pensare che nessuno abbia voluto produrre "Nove Regine" prima che la sceneggiatura di Fabián Bielinsky partecipasse (insieme ad altre 350) e vincesse il concorso bandito dalla casa di produzione argentina Patagonik, offrendo così all'esordiente regista l'opportunità di dar vita al suo progetto. Sarebbe stato davvero un peccato dover rinunciare ad un così elegante e raffinato lungometraggio vecchio stile che racchiude in sé tutto quel che un film dovrebbe essere: spassoso ma anche malinconico, intrigante, leggero e diretto, scorrevole e mai prevedibile; ma il pregio che prevale su tutti è la sua eccezionale credibilità. Un film leggero ma che allo stesso tempo, vuoi per l'ambientazione urbana nelle splendide vie del centro di Buenos Aires vuoi per il contesto socio-economico dei personaggi, ha saputo anche descrivere in bilico tra il serio e il faceto un momento delicato per l'Argentina ormai in perenne grave crisi economica, un periodo in cui tutti sospettano di tutti e ci si affida totalmente alla fortuna e alla furbizia.
In "Nove Regine" c'è un po' di tutti i più grandi classici del genere, molta dell'arguzia e della comicità de "I soliti Ignoti" con un pizzico del thriller de "I soliti sospetti", il degrado urbano che esaspera e spinge al raggiro ci ha fatto pensare però ad un particolare film, forse molto meno famoso di altri ma che è quello che ci è sembrato avere di più in comune con "Nove Regine", il napoletanissimo "Pacco, doppio pacco e contropaccotto" di Nanni Loy, da cui Bielinsky ha molto spiritosamente preso in prestito la colonna sonora di Rita Pavone "Il ballo del mattone". Oltre ad essere infatti la sigla di chiusura del film è infatti anche il motivetto che Juan cerca di ricordarsi dall'inizio alla fine del film, chiedendo a tutti, in primis al suo furbastro compagno d'avventura, se per caso avessero mai sentito una canzone italiana che parlava di un mattone (fregatura per eccellenza che si ritrovano nella scatola i malcapitati turisti che decidono incautamente di acquistare qualcosa per le strade di Napoli).
Continua su www.cinefile.biz
organizzazione: Centro Servizi Culturali Santa Chiara