Oltre il mito dello sviluppo
La proposta formativa
La modernità è in crisi. Una crisi strutturale che interessa direttamente il paradigma che la sostiene e la anima e che in unottica extra-occidentale potrebbe essere così riassunto: il sapere, il sapere per dominare, dominare per arricchirsi e arricchirsi per sfruttare (le persone e la natura).
La crisi, dunque, risiede nel fatto che la ragione strumentale, tentata di dare validità solo a se stessa e di sconfessare come irrazionali le altre logiche di conoscenza del reale, ha coltivato un sogno che si è rivelato un incubo: quello dello sviluppo illimitato.
La critica ecologica e quella sociale allo sviluppo, volte a decolonizzare limmaginario, assieme allascolto di altri sogni, potrebbero rinsavire la ragione moderna e aiutare a costruire quel mondo comune che andiamo cercando.
Dopo i seminari Caleidoscopio brasiliano: le culture capaci di futuro (Trento, 2005) e Farete riposare la terra: per una teologia della terra guardando a sud (Verona, 2006), si intende dare continuità al percorso avviato con una proposta che possa raccogliere, dentro una ideale trilogia, le tematiche fin qui introdotte. Tornando a riflettere attorno ai temi della pace e della solidarietà internazionale, approfondendo le domande che le civiltà extra-occidentali pongono allattuale modello di sviluppo.
Il seminario nazionale 2007 pone al centro dellindagine e della discussione il tema della decrescita.
Due gli obiettivi principali: quello di ri-pensare i miti (dallo sviluppo alla decrescita) e quello di ripensare letica (dallo sfruttamento alla cura della terra). Il percorso si propone infatti di accogliere e provare a rispondere alle domande poste dalla critica ecologica e sociale al modello di sviluppo, chiedendo in ciò un contributo alle culture del Sud e sollecitando una riflessione etica ed economica capace di prendersi cura della terra.
La metodologia scelta coerentemente con gli obiettivi descritti è quella di ascoltare le riflessioni antropologico-economica ed ecologico-ambientale insieme a quella etica a partire dalle testimonianze e dalle domande dei partecipanti al seminario.
In sintonia con gli obiettivi dell'Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace e dei gruppi che a questa iniziativa aderiscono, il seminario si propone come un laboratorio dove ascoltare altre voci e conoscere altre visioni per imparare a rispondere meglio alle sfide della pace e della cooperazione internazionale.
Perché la decrescita
Le attuali crisi economiche ed ecologiche rivelano lesistenza dei limiti: la produzione economica non può crescere allinfinito senza disgregare e mettere a repentaglio la sussistenza degli esseri umani e della biosfera.
Sachs in Dizionario dello sviluppo, Ed. Gruppo Abele, Torino, 1998
Perché le culture del sud
LAfrica, lAmerica Latina e in generale le culture tradizionali ed extra-occidentali insegnano che è possibile unalternativa al delirio tecnico-economico dellOccidente. La sua legittimazione è data dalla reale capacità di sopravvivenza attraverso le strategie relazionali fondate sullo spirito del dono e la democrazia della parola
Latouche in LAfrica informale, Nigrizia, febbraio 2007
Perché la riflessione etica
Perché non cè solo da ripensare leconomia, ma soprattutto il nostro modo di vivere nel mondo. Oltre al modo-di-essere del lavoro che ha finito con diventare un dittatura, esiste anche il modo-di-essere della cura.
Questo di vivere nel mondo permette allessere umano di vivere lesperienza fondamentale del valore, di ciò che ha importanza e conta definitivamente. Non del valore utilitarista, solo per il proprio uso, ma del valore che è intrinseco alle cose.
Boff in Il creato in una carezza, Cittadella editrice, Assisi, 2000
Venerdì 13 aprile
ore 15.00 Accoglienza e apertura dei lavori
Sviluppo e decrescita: rappresentazioni, attività,
esperienze dei partecipanti
Sabato 14 aprile
La razionalità occidentale e il mito conservatore dello sviluppo
Siamo la prima società in cui la questione di un'autolimitazione del progresso delle tecniche e delle conoscenze venga posta non per motivi religiosi o altri (
) ma per questioni di phronesis, in senso aristotelico, per ragioni di prudenza nel significato profondo del termine
Cornelius Castoradis
Ore 9.00 La critica ecologica alla crescita e la ricerca di prospere alternative: Federico Maria Pulselli, Università degli Studi di Siena
Ore 15.00 L'etica della terra a partire dalle culture del sud: Zeno Marco Dal Corso, Teologo, esperto di culture latino-americane
Sabato 21 aprile
ore 15.00 Laboratorio
Sviluppo e decrescita: rappresentazioni, attività,
esperienze dei partecipanti
Domenica 22 aprile
Decostruire l'immaginario della crescita
Tu, o Giove, gli hai dato lo spirito; alla morte di quella creatura riavrai di ritorno questo spirito; tu, o Terra, gli hai dato il corpo: riotterrai, perciò, il suo corpo quando questa creatura morirà. Siccome tu, Cura, per prima hai modellato la creatura, essa resterà sotto la tua cura finchè vivrà. Dal momento poi che c'è un'animata discussione tra voi quanto al nome, decido io: questa creatura si chiamerà uomo, cioè fatta di umo (che significa terra fertile)
Dal mito della cura essenziale tradotto da Leonardo Boff
Ore 9.00 La critica allo sviluppo: per una decrescita sostenibile, pacifica e conviviale: Mauro Bonaiuti, Università degli Studi di Modena e Bologna
Ore 15.00 I due modi si essere-nel-mondo: lavoro e cura. Dimensioni, natura, concretizzazioni della cura ed esperienze dei popoli del sud: Zeno Marco Dal Corso, Teologo, esperto di culture latino-americane
organizzazione: UNIP Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace - in collab. con PAT Assessorato allEmigrazione, Solidarietà Internazionale, Sport e Pari Opportunità, Associazione Villa Buri onlus, Comitato delle Associazioni per la Pace e i Diritti Umani, Forum Trentino per la Pace