Ora o mai più
Serate in forma di Cinema
Italia, 2002
Titolo originale: Ora o mai più
Genere: Commedia
Durata: 96'
Regia: Lucio Pellegrini
Cast: Jacopo Bonvicini, Violante Placido, Edoardo Gabbriellini, Elio Germano
Giugno 2001. David è uno studente dell'ultimo anno di Fisica della più prestigiosa università italiana, la Normale di Pisa. Curriculum ineccepibile e media vertiginosa, David vive in una dimensione parallela fatta di pensieri sui massimi sistemi e scarsi rapporti con le cose quotidiane. Il giorno del suo ultimo esame, David incrocia nei corridoi dell'università Viola, una ragazza che gli lascia un volantino e si allontana. Senza pensarci la segue e si ritrova catapultato dentro un'assemblea del collettivo studentesco...
di ALESSANDRA RETICO
Quando smetti di osservare, di startene chiuso nelle tue certezze, la vita ti travolge. E quando la vita travolge, mica usa il metro. Prende tutto, abbraccia e spazza ogni cosa. La vita quando apri le porte, ti assedia. Ti spezza anche, perché è il prezzo della maturità, forse della felicità. Tu devi decidere quando arriva, perché la vita è "Ora o mai più". Cronaca di una formazione, dell'iniziazione faticosa alla vita adulta che è stata di tutti e che è anche di David (l'esordiente e bravo Jacopo Bonvicini) nel nuovo film di Lucio Pellegrini, regista del fortunato "E allora Mambo" e "Tandem", presentato oggi a Roma. Prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci, nelle sale uscirà il 14 novembre in circa 80 copie, distribuito dalla 01.
"Ora o mai più" condensa nel titolo quel momento della vita in cui qualsiasi scelta, qualsiasi strada, sembra poter cambiare tutto. Che questo sia vero o meno, che una decisione piuttosto che un'altra marchi inderogabilmente, non conta. La giovinezza è assolutismo, totalità, questa è la sua forza, e fragilità. David, da studente modello di Fisica alla Normale di Pisa, incontra dentro di sé il dubbio che la vita sia altrove e nell'attraversare a pieno una domanda così radicale, spiega Pellegrini, "compie un percorso privato, personale, provinciale, scontrandosi con la violenza della Storia". Perché il Bildungsroman di David, la storia della sua formazione, incrocia e si mischia con la passione politica, in particolare dei centri sociali e dei Movimenti che organizzano l'incontro-scontro con la "Storia" del G8 di Genova nel luglio 2001 e l'appendice tragica delle violenze nella caserma di Bolzaneto.
"Ma non volevo fare un film ideologico" frena subito Pellegrini di fronte a eventuali contestazioni dei "duri e puri" del movimento. "Ora o mai più" è "una storia di scoperta, di formazione, anche della coscienza", continua il regista, "e questo a David e ai suoi amici accade attraversando l'esperienza politica". Certo, non è un caso che sia quella dei Movimenti, ammette Pellegrini, "così attenti alla pratica e alle cose piuttosto che agli slogan".
E le cose, per David, sembrano non esistere: col suo curriculum ineccepibile e la sua media vertiginosa, pensa come tanti giovani ai massimi sistemi e dimentica il quotidiano. Il giorno del suo ultimo esame, quel qualcosa che lavora dentro di lui e nonostante lui, ha la meglio: incrocia nei corridoi dell'università Viola (Violante Palcido), una ragazza che ha conosciuto tre anni prima "senza mai togliermela dalla mente", che gli lascia un volantino e va via. La segue, finisce in un'assemblea del collettivo studentesco. È una nuova stagione per David: quella delle incertezze e delle passioni. Rimanere in assemblea o dare l'esame? Ma David ha già scelto: dopo l'assemblea l'occupazione di un centro sociale e tra azioni di protesta, sgomberi della polizia e notti passate in questura, David cresce in un'estate epica e magica. Diventa amico del leader del gruppo Luca (Edoardo Gabbriellini), fidanzato di Viola, che ama ma che evita per lealtà all'amico. Il percorso sentimentale viene bruscamente incalzato dalla Storia: il G8, la morte di Giuliani, le botte. È il capolinea dei sogni, è il cazzotto della realtà. Eppure solo grazie a tutto quel dolore David cresce.
"E ricorda e vuol far ricordare" ammonisce il regista che spiega di aver "raccolto parecchie testimonianze dei giovani che sono stati a Bolzaneto: avevo bisogno delle loro immagini, di ricreare l'atmosfera di pressione psicologica che si respirava là dentro. Mi hanno detto che il film è riuscito in questo, anche perché i dettagli di quell'esperienza tragica molti l'hanno rimossa".
Da: www.repubblica.it/2003/k/sezioni/spettacoli_e_cultura/oraomaipiu/oraomaipiu/oraomaipiu.html