Orizzonti di gloria
Diritto e cinema. I volti del potere. Tra autorità e legittimità
ne discute il dr. Carlo Ancona, Magistrato del Tribunale di Trento
Usa, 1957
Titolo originale: Paths of glory
Genere: Guerra
Durata: 85'
Regia: Stanley Kubrick
Cast: Kirk Douglas, Adolphe Menjou, Suzanne Christian
Nel 1916, sul fronte francese, il generale Broulard convince il generale Moreau, che punta ad un a-vanzamento di grado, a lanciare un attacco suicida contro una postazione tedesca imprendibile, il formicaio - Il colonnello Dax dovrà condurre lattacco. Gli uomini di Dax, sfiniti dai precedenti com-battimenti, avanzano a malapena, e alcuni non riescono a lasciare le trincee. Moreau ordina al capi-tano Rousseau di sparare sulle proprie truppe. Rousseau rifiuta. Nel frattempo lattacco fallisce. More-au convince Broulard che la disciplina esige un sacrificio: verrà scelto un uomo in ognuna delle tre compagnie e questi verranno giudicati dal consiglio di guerra; il colonnello Dax sarà il loro difensore. Il procuratore Saint-Auban fa condannare a morte Ferol, Arnaud e Paris. Dax tenta di salvare i propri uomini rivelando a Broulard lordine dato al capitano Rousseau. Broulard non ne tiene conto e i tre soldati vengono fucilati allalba. Broulard rivela allora il suo piano: verrà aperta uninchiesta su More-au e propone il suo posto a Dax. Costui rifiuta e va a raggiungere i suoi soldati che stanno ascoltando una cantante tedesca .
Il più efficace e commovente film antimilitarista di tutti i tempi, bloccato dalla censura francese e di-stribuito negli Stati Uniti solo grazie alla presenza di Douglas. Impietoso e pieno di amara ironia nel mostrare lottusità e il sadismo di chi comanda. Ma anche un eccezionale esercizio di stile, dove ogni movimento di macchina e ogni angolazione di ripresa hanno un senso e una funzione precisa. Il romanzo è sceneggiato in modo che il centro del film non sia più la storia dei tre soldati fucilati (come nel libro), ma la follia degli alti gradi militari (assolutamente geniale la prova di Adolphe Menjou nella parte del generale Broulard ). Angosciante e bellissima lultima scena quando i soldati francesi dimenticano gli orrori di cui sono stati testimoni, unendosi al canto di una giovane tedesca (Christian) che è stata obbligata a cantare, ambigua e commovente metafora di ununità che sa superare le divisioni nazionalistiche. Elogiato da Churchill per il realismo della ricostruzione e uscito in Francia solo nel 1975 .
organizzazione: Università degli Studi di Trento Facoltà di Giurisprudenza