Palazzi Aperti
Ventuno Comuni del Trentino in rete per valorizzare insieme i propri beni culturali: é questo lo spirito dell'iniziativa Palazzi aperti che domenica 18 aprile propone in contemporanea inediti itinerari alla scoperta guidata di luoghi ricchi d'arte e di storia, in molti casi visitabili solo in questa occasione.
L'iniziativa nasce dalle collaborazioni avviate nell'ambito del progetto triennale 2002-2004 Il Trentino e l'Europa. Culture allo specchio fra storia e presente ed inaugura una nuova stagione di impegno congiunto dei Comuni trentini a servizio delle comunità locali, chiamate oggi a far tesoro del proprio patrimonio culturale per aprirsi al nuovo contesto europeo e globale senza perdere la consapevolezza e l'orgoglio delle proprie radici.
L'Assessorato alla Cultura del Comune di Trento
invita all'iniziativa Palazzi Aperti che domenica 18 aprile 2004 coinvolge ventuno Municipi del Trentino
A Trento saranno aperti con orario 10.00-13.00 e 15.00 18.00
Visite guidate alle 10.00, 11.30, 15.00 e 16.30
Cappella del Simonino di Palazzo Salvadori via Manci 6 7
Visita guidata con lo storico dell'arte Salvatore Ferrari
La cappella di Palazzo Salvadori, in via Manci, dedicata al Simonino, assunse l'attuale aspetto tardobarocco verso la metà del XVIII secolo. L'altare marmoreo fu probabilmente realizzato dallo sculture Francesco Oradini (1699-1754), autore anche dei due rilievi raffiguranti posti sulla facciata del palazzo. La pala con firmata e datata (1619) da Martin Teofilo Polacco (1570 ca-1639) è ora conservata in palazzo Trentini. Gli affreschi furono realizzati nel 1770 dal pittore rococò Karl Henrici (1737-1823) e dal quadraturista Pietro Antonio Bianchi.
Palazzo Galasso e Cappella Ecumenica via Manci 5
Visita guidata con lo storico dell'arte Nicola Artini
Il vasto palazzo di via Manci venne edificato nel corso del primo decennio del XVII secolo per volere di Giorgio Fugger, che nel 1580 era giunto a Trento da Augusta per sposare Elena Madruzzo.
Probabilmente ideato dall'architetto bresciano Pietro Maria Bagnadore, il palazzo si sviluppa intorno ad una corte aperta, che a nord guarda su via Torre Verde dove un tempo scorreva il fiume Adige. La monumentale facciata presenta un basamento bugnato e lesene di ordine gigante che scandiscono le superfici dei piani superiori. Di notevole interesse sono gli elementi scultorei in facciata, ad opera dello scultore Paolo Carneri, gli spaziosi ambienti interni, al primo piano vi è un vastissimo salone a doppia altezza, e soprattutto la cappella dedicata ai Santi Martiri Anauniensi con stucchi di Davide Reti e dipintidel Bagnadore.
Il palazzo fu poi dal 1642 del generale Mattia Galasso e in seguito della famiglia Thun, tuttora è tenuto da privati.
Palazzo Calepini via Calepina 1
Visita guidata con lo storico dell'arte Roberto Pancheri
Palazzo Calepini prende il nome dalla nobile famiglia originaria di Fiavé che ricostruì l'edificio nel corso del XVI secolo. Il fronte su via Calepina conserva l'assetto tardo-rinascimentale, cui corrisponde il rifacimento in stile della facciata su Via Garibaldi, operato nel 1926 dall'architetto Ettore Sottsass senior.
Notevoli le finestre bugnate a punta di diamante e il portale oggi murato nel cortile. Risale alla metà del Settecento la decorazione del salone al primo piano, che ospita un ciclo di dodici tele di soggetto mitologico attribuite al pittore veneziano Francesco Fontebasso e alla sua scuola. Alla stessa epoca risalgono anche i pregevoli stucchi rococò che decorano i due ambienti contigui.
A TRENTO domenica 18 aprile La danza del '700
A palazzo Calepini nel corso delle visite pomeridiane ore 15.00 - 18.00 con Letizia Dradi e Monica Morselli
Sarabande pour femme da "Le Bourgeoi Gentilhomme" di J.B.Lully 1671,coreografia di R.A. Feuillet 1700
Menuet à deux, ballo da sala da "Le Bourgeoi Gentilhomme" di J.B.Lully 1671
Gigue à deux, da "Roland" J.B.Lully 1685, coreografia di R.A. Feuillet 1700
Danze aperte alla partecipazione del pubblico:
Gavotte, da "Le Bourgeoi Gentilhomme" di J.B.Lully del 1671
Branle Cotillon, musica anonima su coreografia del 1702 di R.A.Feuillet
Gigue, inglese da J.Playford, coreografia del 1728
organizzazione: Comune di Trento Assessorato alla Cultura - collaborazione della P.A.T. Presidenza della Giunta provinciale