Passio laetitiae et felicitatis

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Martedì 15 e mercoledì 16 marzo sarà in scena al Teatro Cuminetti “Passio laetitiae et felicitatis”, scrittura teatrale di Valetr Malosti tratta dall'omonimo romanzo di Giovanni Testori. Nel pomeriggio di mercoledì 16 incontro di approfondimento “Theatrum Philosophicum” nella Sala Medievale del Teatro Sociale.

Teatro di Dioniso
Passio laetitiae et felicitatis
di Valter Malosti dal romanzo di Giovanni Testori
Adattamento teatrale di Valter Malosti
con Laura Marinoni e Slivia Altrui
suono: G.U.P. Alcaro
luci Francesco Dell'Elba
spazio scenico Carmelo Giammello
costumi Federica Genovesi
scelte musicali Valter Malosti
musiche di: Antonio Amenduni, Don Backy, Leo Ferrè, Philip Glass, New Composers, John Tavener, Luigi Tenco, Giuseppe Verdi
Produzione di Teatro di Dioniso / Festival delle Colline Torinesi / Asti Teatro 30 /
Residenza Multidisciplinare di Asti / CRUT Torino / con il sostegno di Regione Piemonte
premio ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI CRITICI DI TEATRO a Laura Marinoni come miglior attrice 2009

Sono pochi gli autori cui può essere assegnato un posto di primo piano negli ultimi cinquant'anni di storia del teatro italiano. Fra questi Giovanni Testori, dal cui romanzo "Passio laetitiae et felicitatis" Valter Malosti ha tratto lo spettacolo che andrà in scena martedì 15 e mercoledì 16 marzo al Teatro Cuminetti nell'ambito della "Grande Stagione" del Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento.
Adattamento teatrale di uno studio tratto dall'omonimo romanzo di Giovanni Testori (1975), «Passio Laetitiae et Felicitatis» appartiene a pieno titolo allo stesso magma linguistico ed emotivo dei magnifici testi teatrali della «Trilogia degli Scarrozzanti» (Ambleto, Macbetto ed Edipus), originale rivisitazione di argomenti e protagonisti del teatro classico, dove i temi di tre grandi tragedie giungono all'estremo in virtù di un'ambientazione moderna sulla quale aleggia il senso di desolazione della contemporaneità. In questi tre testi lo scrittore sviluppa la propria sperimentazione linguistica, creando un linguaggio dal quale riemergono elementi arcaici e ricordi degli originali shakespeariani, con un forte espressionismo linguistico.
Anche in questa scrittura teatrale di Valter Malosti lo strumento espressivo è una lingua inventata, coacervo di lombardo, italiano del seicento e volgare; una lingua potente e poetica, straziante e grottesca che accoglie nelle sue pieghe il suono dell'avanspettacolo e del melodramma, delle canzonette e dei canti liturgici e diventa lo strumento per raccontare l'indicibile.
Affiancata dalla giovanissima e sorprendente Silvia Altrui, un'appassionata e intensa Laura Marinoni - che il pubblico ricorda in "Le lacrime amare di Petra von Kant", in scena a Trento tre anni fa - è interprete di straordinaria efficacia nel dare voce a una sbigottita e perturbante Felicita, protagonista di una storia di sesso, religione e morte. È la parabola di una morbosa e disperata ricerca d'amore, che si fa prima incesto, poi intensa e mistica devozione per Cristo e infine passione tenerissima e sensuale.

«Passio Laetitiae et Felicitatis - scrive Valter Malosti - narra la tragica e insieme tenerissima storia d'amore, dentro una Casa conventuale, tra Suor Felicita e un'orfana quasi bambina (Letizia). Felicita tenta di strappare all'oscurità le parole che possano raccontare la sua vita in un crescendo visionario di sesso, morte e religione; in cui la bestemmia rincorre l'amore per il Cristo, l'osceno rincorre l'ascesi, il porno rincorre la pittura sacra, le canzonette rincorrono il melodramma, il teatro rincorre se stesso e stana lo spettatore, "spettacolante", "partecipante", attraverso una risata nera da avanspettacolo cimiteriale. Ed eccomi ad assecondare l'intuizione, dentro questa particolarissima "Passio", di un atto teatrale, nell'inesausta ricerca delle mie radici espressive: un atto teatrale che sarebbe impossibile senza un atto di grande coraggio e denudamento da parte di chi incarnerà quelle parole in scena.»

Il finale dello spettacolo è una piccola gemma ritrovata, un capitolo inedito del romanzo che, studiando, Valter Malosti ha scoperto presso l'Archivio Giovanni Testori.

Lo spettacolo sarà in scena martedì 15 e mercoledì 16 marzo al Teatro Cuminetti. Sipario alle 20,30. Nel pomeriggio di mercoledì 16 marzo è in programma l'incontro di approfondimento "Theatrum Philosophicum", laboratorio critico curato, in collaborazione con il Centro Santa Chiara, dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento e rivolto, oltre che agli studenti, a tutte le persone interessate al teatro e alla comunicazione culturale. La tavola rotonda, alla quale interverrà la Compagnia, sarà coordinata dal professor Gerardo Guccini dell'Università di Bologna. Appuntamento alle 16,30 nella Sala Medievale del Teatro Sociale.


organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara