Archivi

Carta topografica della foresta demaniale di Paneveggio con la descrizione dei confini delle zone di Carigole e Dossaccio, sec. XVIII [ Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale]

Il panorama archivistico trentino è molto variegato e nel tempo è stato descritto con strumenti differenti. Nel 1976 l’Assessorato provinciale diede inizio all’attività nel settore dei beni archivistici con un’indagine conoscitiva sugli archivi dei comuni trentini.

Punto di riferimento basilare per parlare di archivi in Trentino è la Guida storico archivistica del Trentino di Albino Casetti, informazioni più aggiornate si possono trovare nel volume curato da Armando Tomasi in “Studi trentini di scienze storiche” (n.3/2009), Archivi del Trentino-Alto Adige. Orientamento a fonti e servizi.

Oggi tramite Internet possiamo consultare diverse banche dati di fondi archivistici: (AST-Sistema informativo per gli archivi storici del Trentino, CIm-Catalogo integrato del Mart, Archivi del Novecento, SAN-Sistema archivistico nazionale).

Sul territorio trentino operano sia strutture del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo   (Soprintendenza archivistica per il Trentino-Alto Adige/Südtirol e Archivio di Stato di Trento), sia - dagli anni Settanta del Novecento - strutture della Provincia autonoma di Trento (dall’Ufficio beni librari e archivistici incardinato all’allora Servizio per i beni culturali all’attuale Ufficio beni librari archivistici e Archivio provinciale della Soprintendenza per i beni culturali) mentre presso l’Università degli Studi di Trento è attivo un corso di archivistica. L’attività di conservazione di fondi archivistici è svolta anche da altri soggetti, come per es. la Fondazione Museo storico del Trentino e, a partire dai secoli scorsi, da biblioteche, come per es. la Biblioteca comunale di Trento e la Biblioteca civica di Rovereto.

Nello svolgimento della propria attività la maggior parte dei soggetti (enti, istituzioni, associazioni, famiglie, singole persone) produce un archivio, su diversi supporti, dal cartaceo al digitale al lucido (per es. architetti) ai materiali più variegati come, per es. negli archivi di artisti o d’impresa.

Si parla di archivio storico per la parte prodotta precedentemente all’ultimo quarantennio (per es. nel 2014 si parte dal 1974 e si considera “storico” quanto prodotto nei tempi precedenti); l’archivio corrente è legato all’attività appunto in corso e si considera solitamente la documentazione prodotta negli ultimi 5 anni. Fra i 5 e i 40 anni si parla, sempre per convenzione, di “archivio di deposito” sul quale si operano, o è consigliabile che vengano effettuate, le operazioni di selezione e scarto. Parlando di archivi storici si ricorda che lo spostamento di questi è soggetto per legge ad autorizzazione da parte pure della Soprintendenza per i beni culturali - Ufficio beni archivistici, mentre per lo spostamento di archivi correnti è d’obbligo una comunicazione. Attualmente molti documenti vengono prodotti come “nativi digitali” tramite gli strumenti informatici. È sempre più diffuso il Pi.Tre.-Protocollo informatico trentino. 

L'Archivio provinciale di Trento, istituito con legge provinciale 14 febbraio 1992, n. 11, svolge le funzioni, elencate all'art. 17 della legge provinciale 17 febbraio 2003, n. 1 (Nuove disposizioni in materia di beni culturali).