Odonomastica

Il termine odonomastica indica il complesso delle denominazioni stradali (aree di circolazione come vie, strade e piazze) di un centro abitato.

I dati raccolti nel corso delle inchieste geografiche condotte per il Dizionario Toponomastico Trentino costituiscono per legge lo strumento per la corretta denominazione di vie, strade e piazze dei centri abitati del Trentino e per predisporre il corredo toponomastico della cartografia provinciale.

Le Norme ISTAT - Anagrafe della popolazione residente - metodi e norme - Serie B - n. 29 (Edizione 1992) contengono le Istruzioni per l’ordinamento ecografico che stabiliscono: “in ogni centro abitato dotato di regolare rete stradale ogni spazio del suolo pubblico o aperto al pubblico, di qualsiasi forma e misura, destinato alla viabilità, costituisce una separata area di circolazione, la quale deve essere distinta da una propria denominazione. Pertanto ogni via, strada, corso, viale, vicolo, calle, salita, piazza, piazzale, largo, campiello e simili, situato all’interno dei centri abitati dotati di regolare rete stradale, comprese anche le strade private purché aperte al pubblico, costituisce una distinta area di circolazione”. Ed inoltre che “tutti i Comuni devono tenere uno stradario nel quale dovranno essere elencate le aree di circolazione.
La competenza a denominare le aree di circolazione è quindi dei comuni: di norma vi provvede la Giunta, a meno che lo statuto comunale non riservi la materia in capo al Consiglio.
La Provincia autonoma di Trento, cui lo Statuto di autonomia, all'art. 8 c. 2 attribuisce competenza primaria nel settore della toponomastica, ha provveduto a disciplinare la materia con la legge provinciale n.16 di data 27 agosto 1987 e s.m. In particolare, l’art. 8 prevede che le deliberazioni comunali relative alla denominazione di strade, piazze ed edifici pubblici siano soggette all’approvazione della Giunta provinciale, sentito il parere della Commissione provinciale per la toponomastica.
Dal 1998 l’approvazione è delegata al dirigente del Servizio provinciale competente in materia di toponomastica – ora Soprintendenza per i Beni Culturali - che vi provvede con propria determinazione.
Successivamente, con deliberazione n.10517 di data 30 luglio 1993 , la Giunta provinciale ha approvato i Criteri per la scelta, la trascrizione e l’utilizzo dei toponimi da parte degli Enti locali e ha determinato la documentazione necessaria a corredo delle deliberazioni comunali in materia di toponomastica.
Tra i criteri si segnalano come particolarmente rilevanti:

1. “Nei centri urbani con toponomastica consolidata da un lungo utilizzo, non possono essere proposte sostituzioni, se non per recuperare denominazioni autenticamente popolari o denominazioni antiche che rievocano modi di vita storici, attività passate e documentate in loco, oggetti del patrimonio edilizio di cui valga la pena tramandare memoria”;

2. per le aree di nuova edificazione o non edificate, “le fonti toponomastiche da tenere presenti nella scelta della nuova toponomastica sono, in generale, le seguenti in ordine di preferenza:
- toponimi popolari ancora noti e vivi presso la gente del luogo e documentati dalle ricerche del Dizionario toponomastico trentino (DTT) o ricerche similari;
- toponimi usati nella Carta Topografica Generale (CTG), mappe catastali e Libro Fondiario (…);
- toponimi celebrativi di eminenti figure storiche locali (…);
- toponimi di richiamo geografico, in reticoli stradali coerenti (…);
- toponimi rispecchianti l’utilizzo edilizio prevalente della località (...).

Al giugno 2014 le denominazioni stradali per le quali, a partire dal 1984, è stata richiesta l’approvazione sono oltre 4.400e riguardano quasi tutti i comuni del Trentino; per ogni deliberazione comunale – che può comprendere casi complessi di revisione e/o formazione dello stradario o singole denominazioni – è stato aperto un procedimento istruttorio da parte del Servizio/Soprintendenza che consiste nel verificare la completezza della documentazione fornita e soprattutto nel recuperare i dati circa i toponimi utilizzati dalle inchieste condotte per la formazione del DTT (trascrizione, localizzazione, fonti).