Fausto Melotti. L'opera in ceramica

Conference

Incontri al MART
Attraverso le mostre: percorsi e orientamenti

Martedì 1 luglio, alle ore 18.00 nella sala conferenze del MART di Rovereto, si terrà la conferenza sulla mostra “Fausto Melotti. L’opera in ceramica” (31 maggio-14 settembre 2003);
interverrà Massimo Carboni, docente di estetica e critico d’arte, autore del saggio in catalogo “L’angelo del fare. Fausto Melotti e la ceramica”.

Nato a Rovereto, Fausto Melotti fu una delle personalità che diedero lustro alla propria città d’origine. Fin dalla metà degli anni Trenta, egli impostò, nell’Italia dei ritorni all’ordine figurativi, le sue sculture astratte e quasi bidimensionali, costruite su un linguaggio ardito e assolutamente innovativo per l’epoca. Insieme a Fontana, Burri e Vedova, Fausto Melotti è un protagonista assoluto dell’arte italiana al quale hanno guardato non pochi esponenti delle generazioni artistiche successive.

La poetica di Fausto Melotti, il suo sperimentalismo, la tensione innovativa e la ricerca estetica perseguita nei suoi lavori trovano modo di esprimersi e di affinarsi sorprendentemente anche attraverso l’opera in ceramica.

La lunga parentesi della produzione ceramica si inserisce tra il geometrismo astratto e purista degli anni Trenta ed i filamenti leggeri degli anni Sessanta-Ottanta, che rifiutano “lo stupido amore della materia”. Una parentesi nella quale Melotti – artista appunto antimaterico per eccellenza – rivela un gusto tattile, una presenza addirittura “sontuosa della materia – come scrive Massimo Carboni nel catalogo della mostra – che talvolta sembra cera liquefatta e poi rappresa, abbinata ad una fantasiosa, spiccatissima sensibilità cromatica che lo porta spesso a lavorare intensamente i colori mediante trasparenze, sovrapposizioni, colature, trattamenti informali, con la complicità ovviamente della vampa del fuoco, invocata e temuta ad un tempo”.